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La seconda battagliaL’ultimo attacco Italo-Tedesco |
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Montgomery grazie al suo modo di fare, riuscì a infondere a tutto
l'esercito inglese la voglia e la sicurezza di vincere. Grossi rifornimenti
giunsero dal canale di Suez e il numero di carri a disposizione salì a 767.
Rommel tentò così una nuova offensiva contrapponendo solo 443 carri, di cui
243 erano antiquati carri italiani, del tutto inutili contro quelli inglesi.
Il suo piano consisteva nell'aggirare a sud gli inglesi, per poi attaccare da
est il crinale di Alam Halfa accerchiandoli, ma per la cronica mancanza di
carburante infine fu costretto rinunciarci ed attaccare frontalmente.
L'offensiva scattò la notte del 31 agosto, ma i panzer riuscirono a superare
i campi minati inglesi fra Ruweisat e la depressione di Bab el Qattara, data
la loro vastità, solamente il mattino dopo. Grazie alla luce del giorno furono
immediatamente avvistati e svanì così l'effetto sorpresa. I carri inglesi
poterono immediatamente lanciarsi sugli attaccanti giunti ormai all'estremità
occidentale di Alam Halfa bloccandoli, nonostante le rilevanti perdite. Rommel si ritrovò con i suoi reparti
corazzati bloccato oltre i campi minati e se Montgomery avesse lanciato un deciso contrattacco avrebbe potuto
benissimo annientarlo, ma non lo fece. Temeva moltissimo l'abilità
dell'avversario e voleva risparmiare delle perdite che considerava inutili.
Si limitò a mandare avanti solamente i neozelandesi che furono facilmente
respinti, dando la possibilità ai tedeschi di ritirarsi ordinatamente sulle
postazioni di partenza. Finì così la loro ultima offensiva per raggiungere
Alessandria, ora si trattava di difendersi. Operazione "Pieleggero"
Dopo quest'ultimo colpo di mano tedesco,
gli inglesi adesso ebbero tutto il tempo di riorganizzarsi. Montgomery
I varchi perciò risultarono troppo
stretti e i carri inglesi furono fermati da un intenso fuoco di sbarramento
nemico, tanto che un intero reggimento fu quasi annientato. Il mattino del 25
ottobre gli inglesi capirono che l'offensiva stava rischiando il fallimento
completo, ma gli Italo-Tedeschi non riuscirono a sfruttare il successo. Rommel prima dell'inizio della battaglia
era andato in Germania per dei gravi disturbi, causati dalle tanti notti
insonni, il nervosismo e un clima decisamente ostile, (molti però lo
accusarono di essere fuggito prima della battaglia imminente). Solamente più
tardi ritornò in Africa in aeroplano, per ordine diretto di Hitler. I
Tedeschi così si trovarono in quella delicata situazione, senza il loro
geniale comandante, inoltre il generale George Stumme che era stato designato
a sostituirlo temporaneamente, era morto d'infarto durante un ispezione al
fronte.
Operazione "Supercarica"
La notte del 2 novembre, Montgomery si decise a sferrare l'ultima
potente spallata, che avrebbe spezzato definitivamente l'ultima resistenza
nemica. 800 carri supportati dal fuoco di 360 cannoni, dovevano raggiungere
immediatamente la collina di Tel el Aqqaqir, dietro le linee nemiche, per poi
aprirsi a ventaglio nelle retrovie. L'obiettivo venne raggiunto soltanto il 3
novembre pomeriggio. A Rommel erano rimasti soltanto 90 carri tedeschi e 140 Questo dimostrava perciò, la netta
superiorità tedesca nei confronti degli inglesi, nel combattimento e nella
manovra in una guerra di movimento. Infine arrivò l'ordine di ritirata
da Hitler il 4 novembre, il quale aveva ordinato in un primo momento la
difesa a oltranza. I Tedeschi così, riuscirono a sfuggire dall'inseguimento
inglese, per altro ancora troppo scossi per riorganizzarsi velocemente.
Riuscirono a catturare invece, un gran numero di soldati italiani, perché
privi di mezzi di spostamento ( molti condannarono il fatto che i Tedeschi
non avevano lasciato un solo camion ai loro alleati). Le speranze di Rommel di arrivare al canale di Suez, con
la ritirata si erano definitivamente infranti. Egli nel corso della battaglia
aveva perduto circa i due terzi dei suoi effettivi. Di 108000 soldati,10000
furono uccisi, 15000 feriti, 34000 prigionieri, di circa 500 carri gliene
rimasero poco più di una cinquantina con soli 7000 o 8000 uomini ancora in
grado di combattere. Gli Inglesi d'altro canto non subirono poi perdite molto
gravi, 13500 fra morti e feriti e 500 carri distrutti, ma di questi almeno
300 in seguito furono in grado di ripararli. Inoltre, giunse la notizia che
un corpo di spedizione americano stava sbarcando in Marocco e in Algeria,
puntando verso la Libia e si stavano mandando uomini e mezzi in Tunisia per
resistere. Bisognava adesso solo fare questo, per ritardare una ormai
inevitabile minaccia di sbarco degli Alleati in Europa Meridionale e
probabilmente, come poi accadrà, in Italia. La campagna d'Egitto era finita. |
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