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L’omaggio del Ministro Tremaglia a tutti i caduti |
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La prima visita è stata al sacrario
greco. Il Ministro
si è soffermato alcuni minuti davanti alla lapide che ricorda il sacrificio
delle vittime, mentre il Bersagliere suonava il silenzio fuori ordinanza. Il
Ministro ha deposto la corona di alloro e reso gli onori ai caduti. La seconda
visita, è stata quella al sacrario inglese. Il Ministro ha percorso il sentiero tra
le lapidi bianche che ricordano i combattenti in quella che più volte è stata
definita "la battaglia delle battaglie". Sulle lapidi i nomi delle
migliaia di giovanissimi a cui il Ministro ha reso omaggio deponendo una
corona di alloro. Di seguito la delegazione si è recata
presso il Museo militare internazionale che conserva preziosi reperti della
battaglia di El Alamein e plastici che mostrano le varie fasi dello scontro. Grande interesse
ha suscitato la divisa donata dal Museo da Antonio Cioci, ospite della
delegazione, che ha posato davanti a quelli che sono stati i suoi abiti nei
giorni della dura battaglia. Anche qui tra il
Direttore del Museo e il Ministro c’è stato uno scambio di doni. Poi, sulla strada che porta al sacrario
tedesco, la lapide con la frase emblema della battaglia: "Mancò la
fortuna, non il valore". Anche nel
sacrario tedesco momenti di raccoglimento, la deposizione della corona, del
Ministero e delle Forze armate, le note del silenzio. "Onore ai
soldati greci... Onore ai soldati inglesi e del Commenwealth...Onore ai
soldati tedeschi dell’Africa Korps... Onore ai soldati italiani... Onore ai
soldati della Libia..."... ogni volta, davanti ai rispettivi sacrari
eretti in onore della memoria, il Ministro ha reso onore a tutti i caduti
della battaglia di El Alamein. Ultima tappa, il sacrario italiano. La bianca costruzione, voluta da Paolo
Caccia Dominioni, grazie alla grande vetrata da cui si vede il mare, è
luminosissima. Alle pareti, i nomi dei nostri soldati, al centro l’altare
dove si è svolta la funzione religiosa officiata da Monsignor Vittorio
Pignoloni. "Sono cappellano da 24 anni - ha
detto Monsignor Pignoloni - ed oggi ringrazio Dio e il Ministro Tremaglia che
mi hanno permesso di coronare il sogno di celebrare una messa in questo
sacrario". Una funzione
particolarmente sentita, con il Ministro Tremaglia, il Ministro Marsili, il
Capo di gabinetto Casardi, il Console e le autorità militari in piedi davanti
all’altare. Profonda
emozione quando nel sacrario sono risuonate le note dell’Ave Maria, quando il
reduce Antonio Cioci ha letto la preghiera dei caduti, e quando è stato
cantato l’Inno nazionale. Il Ministro ha deposto la corona del
Ministero per gli Italiani nel Mondo cui si è affiancata quella delle Forze
Armate. Anche il
Generale Rocca e Forlani hanno ringraziato il Ministro Tremaglia per questa
opportunità, per questo atto di omaggio e devozione ai caduti per la patria. Poi è intervenuto il Ministro Tremaglia,
visibilmente commosso. "Cari
amici, combattenti, associazioni combattentistiche, Medaglia d’oro... 60 anni
fa nella battaglia di El Alamein si immolarono migliaia di giovani, ognuno
lottava per la patria, per i più alti ideali. Siamo qui perché la loro
memoria non vada mai perduta." Dopo aver
ringraziato i partecipanti, il Ministro ha letto il messaggio del Capo dello
Stato mentre suonava il Silenzio fuori ordinanza e l’Inno di Mameli: "Il mio
saluto alle delegazioni combattentistiche e alle rappresentanze diplomatiche
e militari di tutti i Paesi che parteciparono alla Battaglia di El Alamein e
che si riuniscono oggi per rendere omaggio agli eroici caduti. Il mio saluto
vuole essere anche un’esortazione vibrante a considerare la commemorazione
dell’immenso sacrificio umano, che in quel luogo fu consumato, come un monito
e un impegno a che simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi nella
storia dell’umanità. Con viva
cordialità Carlo Azeglio
Ciampi". Il Ministro Tremaglia, dopo aver esaltato
il sacrificio delle Divisioni "Trento", "Bologna", 7°
Bersaglieri, "Brescia", "FOLGORE", 2° Battaglione
Bersaglieri", "Ariete", "Littorio" e
"Trieste", concludeva con le parole della Medaglia d’Oro Alberto
Bechi, caduto per la Patria: "Tra le sabbie non più deserte sono qui di
presidio per l’eternità i ragazzi della FOLGORE, fior fiore di un popolo e di
un esercito in armi, caduti per un’idea senza rimpianti. Onorati dal ricordo
dello stesso nemico. Essi additano agli Italiani nella buona e nell’avversa
fortuna il cammino dell’onore e della gloria. Viandante arrestati e
riverisci. Dio degli eserciti accogli gli spiriti di questi ragazzi in
quell’angolo di cielo che riservi ai martiri e agli eroi". Come hanno riconosciuto gli altri,
"il soldato tedesco ha stupito il mondo, il soldato italiano ha stupito
il soldato tedesco" e ancora "mancò la fortuna non il valore". Tremaglia ha
lasciato la sua firma sul libro d’Onore. Poi la
delegazione si è recata a Quota 33, sede della base italiana che per anni si
dedicò al recupero dei caduti. Ultima visita al sacrario degli ascari.
Qui Tremaglia, dopo aver compiuto il rito della deposizione della corona di
alloro, ha reso "onore ai soldati libici" morti per l’Italia, ed
incontrato un ascaro. Con il Signor Jacopo Mohammed Haron si è soffermato a
parlare e a raccontare di Asmara. Jacopo Mohammed Haron ha chiesto al
Ministro un aiuto nella ricostruzione dei documenti militari. Dopo una visita al Museo nazionale del
sacrario, Tremaglia ha donato al generale Gianfranco Caminada un ceppo con
l’emblema del Ministero, un dono che il Generale lascerà nel Museo di El
Alamein, ed il Tricolore. Tremaglia ha poi ribadito che è necessario tutelare
la memoria dei caduti e ringraziato il Generale per l’opera dell’Onorcaduti. Come impegno del Ministero per gli
Italiani nel Mondo dopo la visita ad El Alamein quello di portare qui i
giovani ad imparare la storia patria. "Siamo un Ministero senza
portafoglio, ma abbiamo una grande anima, ci faremo promotori di visite
guidate delle scuole qui ad El Alamein, perché chi viene qui capisce cos’è il
sacrificio per la patria. E magari torneremo per il 60° anniversario della
battaglia". |
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