F O I B E

Capitolo 01     Capitolo 02     Capitolo 03     Capitolo 04     Testimonianze

 

Testimonianza di Graziano Udovisi

 

 

 

   …Tutto si concretizzò l’8 settembre 1943 quando i nostri soldati cedettero nell’ARMISTIZIO. Gli slavi si mossero subito al comando dei “commissari del popolo” e non furono “bande” ad operare, ma soldati partigiani comunisti addestrati che subito cominciarono ad arrestare persone inermi che a loro dire, o su istigazione di altri, non si erano comportati correttamente con gli slavi del luogo.

 

   Così sparirono uomini, donne, bambini (tutti italiani) senza sapere dove li avessero portati, quale fine avessero fatto. L’ansia crebbe a dismisura, come anche il dove, il come ed il perchè.

 

   Quando la verità venne a galla un senso di sgomento e di ribellione s’impossessò di ogni persona civile, ma non si era ancora capita la ragione.

 

   La prima foiba venne scoperta verso la fine di settembre, con i cadaveri di tanti “scomparsi”: VINES in territorio di Albona.

 

 

   Uomini evirati, sacerdoti massacrati, bambini mutilati... non continuo l’elenco perchè recherebbe immenso dolore a tutte le anime nobili ed ai parenti in particolare.

 

  Un breve respiro di sollievo venne da noi giovani istriani quando sostituimmo in armi i nostri padri ed i nostri fratelli maggiori lontani per motivi bellici o perchè prigionieri di coloro che erano stati nostri alleati.

 

 

   Finchè potemmo difendemmo la popolazione ed il territorio, rivestendo tuttavia l’unica divisa che i tedeschi ammettevano: il grigioverde con le mostrine nere. Ma così ricostruimmo l’ESERCITO ITALIANO, ed operammo a testa alta con al fianco la nostra bella bandiera che mai venne ammainata.

 

E giunse il 2 maggio 1945!

 

   Le istituzioni si sfaldarono e l’ESERCITO PARTIGIANO COMUNISTA TERRORISTA JUGOSLAVO entra nelle belle città di TRIESTE, POLA, GORIZIA, e FIUME.

 

 

   La mattanza ricomincia, ora più di prima. Sono loro i vincitori. Si fa strage dei vinti, sopratutto di coloro che hanno cercato di fermarli nella loro opera di sterminio degli ITALIANI. Finalmente si è compreso il loro intento: prendersi tutta l’Istria e le terre al di là di Trieste, verso occidente.

 

   E’ una saga di violenza fisica sulle persone inermi. Le foibe ormai non più controllate, sono la crudele tomba a cielo aperto per più di ventimila ammazzati. L’Istria è un cimitero di italiani.

 

   La pulizia etnica, richiamata da uno psichiatra serbo molti anni dopo, è compiuta. L’esodo è la risposta degli istriani ai crudeli vincitori.

 

   Il comunismo dilaga anche in Italia e in tanti inneggiano alla vittoria slava. L’Italia beffarda ci accoglie a sputi e urla contro la decisione presa. Ancona, Venezia, Bologna si distinguono.

 

Non si vede in noi il grande amore per la Patria. Si ragiona con un nuovo metro, quello del partito che tutto vede e a tutto provvede. Ed i nuovi capi sono coloro che, su istituzione della sinistra chiamata democratica, dettano legge.

 

 

   E noi Italiani Istriani chiamati “fascisti giuliani” ci siamo chiusi in noi stessi e non abbiamo avuto la forza di ribellarci.

 

   Solo dopo la guerra dei Balcani, con le fosse nascoste ricolme di cadaveri e con le sevizie ai prigionieri, le persone hanno capito il loro sacrificio. Ma nessun riconoscimento ufficiale è stato fatto da parte delle istituzioni anche se il Presidente della Repubblica Ciampi, nel saluto di fine anno agli italiani, ha richiamato alla memoria il nostro amore e la nostra dedizione per la PATRIA.

 

   Coloro ai quali è stata rapita la vita, gli infoibati, sono ancora là, in quelle profonde fosse carsiche, le loro tombe.

 

   Non un segno, non una croce, non una lapide è stata posta a loro ricordo. Però vivono nei nostri cuori!

 

   Il barbaro slavo tace! Mai una parola di pentimento per i crudeli fatti compiuti, non una richiesta di perdono!

 

   Ci è stato detto soltanto: DIMENTICATE!

 

 

 

 

Lo scrivente, ufficiale dell’Esercito Italiano nel 2º RGT M.D.T. (Milizia Difesa Territoriale) ISTRIA,

presentatosi prigioniero il 5 maggio 1945 e miracolosamente vivo

dopo essere stato brutalmente torturato,

con altre cinque persone e gettato in foiba

(Fianona, 14 maggio 1945 – Istria orientale).

 

Italia, maggio 1945 – giugno 2001.

 

                                                                                                          Graziano Udovisi