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Testimonianza di Graziano Udovisi
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…Tutto si concretizzò l’8 settembre 1943
quando i nostri soldati cedettero nell’ARMISTIZIO. Gli slavi si mossero subito
al comando dei “commissari del popolo” e non furono “bande” ad operare, ma
soldati partigiani comunisti addestrati che subito cominciarono ad arrestare
persone inermi che a loro dire, o su istigazione di altri, non si erano
comportati correttamente con gli slavi del luogo. Così sparirono uomini, donne, bambini
(tutti italiani) senza sapere dove li avessero portati, quale fine avessero
fatto. L’ansia crebbe a dismisura, come anche il dove, il come ed il perchè. Quando la verità venne a galla un senso
di sgomento e di ribellione s’impossessò di ogni persona civile, ma non si
era ancora capita la ragione. La prima foiba venne scoperta verso la fine di settembre, con i cadaveri di tanti “scomparsi”: VINES in territorio di Albona. Uomini evirati, sacerdoti massacrati,
bambini mutilati... non continuo l’elenco perchè recherebbe immenso dolore a
tutte le anime nobili ed ai parenti in particolare. Un breve respiro di sollievo venne da noi
giovani istriani quando sostituimmo in armi i nostri padri ed i nostri
fratelli maggiori lontani per motivi bellici o perchè prigionieri di coloro
che erano stati nostri alleati.
Finchè potemmo difendemmo la popolazione
ed il territorio, rivestendo tuttavia l’unica divisa che i tedeschi ammettevano:
il grigioverde con le mostrine nere. Ma così ricostruimmo l’ESERCITO
ITALIANO, ed operammo a testa alta con al fianco la nostra bella bandiera che
mai venne ammainata. Le istituzioni si sfaldarono e l’ESERCITO PARTIGIANO COMUNISTA TERRORISTA JUGOSLAVO entra nelle belle città di TRIESTE, POLA, GORIZIA, e FIUME. La mattanza ricomincia, ora più di prima.
Sono loro i vincitori. Si fa strage dei vinti, sopratutto di coloro che hanno
cercato di fermarli nella loro opera di sterminio degli ITALIANI. Finalmente
si è compreso il loro intento: prendersi tutta l’Istria e le terre al di là
di Trieste, verso occidente. E’ una saga di violenza fisica sulle
persone inermi. Le foibe ormai non più controllate, sono la crudele tomba a
cielo aperto per più di ventimila ammazzati. L’Istria è un cimitero di
italiani. La pulizia etnica, richiamata da uno
psichiatra serbo molti anni dopo, è compiuta. L’esodo è la risposta degli
istriani ai crudeli vincitori. Il comunismo dilaga anche in Italia e in
tanti inneggiano alla vittoria slava. L’Italia beffarda ci accoglie a sputi e
urla contro la decisione presa. Ancona, Venezia, Bologna si distinguono.
Non si vede in noi il grande amore per la Patria. Si ragiona con un nuovo metro, quello del partito che tutto vede e a tutto provvede. Ed i nuovi capi sono coloro che, su istituzione della sinistra chiamata democratica, dettano legge. E noi Italiani Istriani chiamati
“fascisti giuliani” ci siamo chiusi in noi stessi e non abbiamo avuto la
forza di ribellarci. Solo dopo la guerra dei Balcani, con le
fosse nascoste ricolme di cadaveri e con le sevizie ai prigionieri, le
persone hanno capito il loro sacrificio. Ma nessun riconoscimento ufficiale è
stato fatto da parte delle istituzioni anche se il Presidente della
Repubblica Ciampi, nel saluto di fine anno agli italiani, ha richiamato alla
memoria il nostro amore e la nostra dedizione per la PATRIA. Coloro ai quali è stata rapita la vita,
gli infoibati, sono ancora là, in quelle profonde fosse carsiche, le loro
tombe. Non un segno, non una croce, non una
lapide è stata posta a loro ricordo. Però vivono nei nostri cuori! Il barbaro slavo tace! Mai una parola di pentimento
per i crudeli fatti compiuti, non una richiesta di perdono!
Lo scrivente, ufficiale dell’Esercito Italiano nel
2º RGT M.D.T. (Milizia Difesa Territoriale) ISTRIA, presentatosi prigioniero il 5 maggio 1945 e
miracolosamente vivo dopo essere stato brutalmente torturato, con altre cinque persone e gettato in foiba (Fianona, 14 maggio 1945 – Istria orientale).
Graziano Udovisi |
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