GIORGIO ALMIRANTE

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Capitolo 03


   Nel 1948 Almirante condusse la campagna del MSI per le elezioni politiche del 18 aprile compiendo, come avrebbe poi fatto in tutte le sue successive campagne elettorali politiche, un viaggio di propaganda in tutte le circoscrizioni, e affrontando notevoli rischi (in Toscana poté parlare liberamente in un solo capoluogo di provincia su nove, Lucca). Il MSI ottenne il 2 per cento dei voti ed entrò in Parlamento con sei deputati (tra i quali Almirante, eletto nel collegio unico nazionale e nella circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con 15.501 voti di preferenza) e un senatore. Almirante - che in quella prima fase della storia del MSI rappresentava l'anima "di sinistra" del partito, il reducismo "puro e duro" della RSI, sostenitore della continuità ideale con il fascismo repubblicano - fu confermato segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (Napoli, giugno 1948; Roma, giugno-luglio 1949), trovando una sintesi ideologica tra "socializzatori" e "corporativisti". L'equilibrio tra le due componenti del partito si ruppe nel dicembre 1949. Il 15 gennaio 1950 Almirante risultò in minoranza nel comitato centrale, che elesse una nuova direzione nazionale, la quale nominò segretario del MSI il moderato Augusto De Marsanich.


   Almirante collaborò lealmente con De Marsanich, approvandone sostanzialmente la politica estera e quella interna (accettazione dell'alleanza dell'Italia con gli USA e alleanza del MSI con i monarchici nelle elezioni amministrative). Nel 1952 non fu confermato nella direzione nazionale del MSI dopo il III congresso nazionale (L'Aquila, luglio), ma entrò nel comitato direttivo del nuovo quotidiano di area missina - non ancora organo ufficiale del partito - Il Secolo d'Italia (fondato nel maggio 1952), e dall'11 ottobre 1953 fu condirettore del giornale insieme a Franz Turchi e a Filippo Anfuso. Rieletto brillantemente deputato nelle elezioni politiche del 7 giugno 1953 (con 51.923 voti di preferenza nella circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone), nella II legislatura (1953-58) fu vicepresidente del gruppo parlamentare del MSI alla Camera. Al IV congresso nazionale del MSI (Viareggio, gennaio 1954) sostenne la mozione della direzione nazionale; dopo il congresso egli entrò nella direzione nazionale e nell'esecutivo nazionale, nuovo organo ristretto assistente il segretario nazionale.


   Il 10 ottobre 1954 a De Marsanich, dimissionario, succedette come segretario nazionale del MSI Arturo Michelini, con il quale Almirante collaborò fino all'insuccesso del partito nelle elezioni amministrative del maggio 1956; dimessosi dall'esecutivo nazionale, in vista del V congresso nazionale del MSI Almirante si pronunciò apertamente contro la segreteria Michelini, chiedendo la rinuncia a nuove intese di destra in favore di un "rilancio sociale" del MSI e di un "ritorno alle origini". Egli si presentò dunque al V congresso (Milano, novembre 1956) con una sua nuova corrente. Dopo che il congresso fu vinto di stretta misura da Michelini (315 voti contro 308), Almirante convinse molti dei propri amici a non uscire dal partito, ma a proseguire con lui la battaglia politica dentro il MSI, rinunciando ad entrare nella direzione nazionale per riaffermare la loro scelta di opposizione. Nei mesi successivi, la maggioranza e la minoranza del partito raggiunsero un accordo che il comitato centrale ratificò nel luglio 1957 eleggendo alla direzione alcuni esponenti della minoranza, tra i quali Almirante, che tornò a far parte anche dell'esecutivo nazionale.


   Rieletto deputato della circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone nelle elezioni politiche del 25 maggio 1958 con 49.828 voti di preferenza, sostenne la politica di inserimento nel sistema democratico portata avanti da Michelini e aderì alla mozione del segretario per il VI congresso nazionale del MSI, che avrebbe dovuto tenersi a Genova nel luglio 1960; ma i drammatici fatti di Genova, che impedirono lo svoglimento del congresso, e la caduta del governo Tambroni riportarono il MSI ad un ruolo di opposizione radicale.


   Nelle elezioni politiche del 28 aprile 1963 Almirante fu rieletto deputato della circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con 46.597 voti di preferenza. Al VII congresso nazionale del MSI (Roma, agosto 1963) si contrappose fortemente a Michelini, fino ad abbandonare i lavori del congresso con la sua corrente, non partecipando nemmeno alle votazioni finali. In quel momento, molti davano per certa l'uscita dal MSI di Almirante e dei suoi seguaci, i quali però, ancora una volta, ritennero che le ragioni dell'unità del partito dovessero prevalere sulla loro opposizione a Michelini. Tra le conseguenze della rottura dei rapporti tra la segreteria e la corrente almirantiana vi fu anche il cambiamento di proprietà del Secolo d'Italia: dopo che il giornale, ancora indipendente e diretto dal triumvirato Turchi-Anfuso-Almirante, era stato privato dei finanziamenti di partito di cui godeva, la sua società editrice fu rilevata da Michelini a nome del MSI, e dal 3 agosto 1963 il Secolo d'Italia divenne ufficialmente "quotidiano del MSI", con lo stesso Michelini direttore.


   In occasione dell'VIII congresso nazionale (Pescara, giugno 1965), le alleanze interne del MSI cambiarono: Michelini concluse all'ultimo momento con Almirante un accordo che non fu accettato da Pino Romualdi, tradizionale alleato di Michelini. A sua volta Almirante fu abbandonato da molti suoi seguaci, contrari all'intesa con il segretario. La lista Michelini-Almirante vinse largamente il congresso (428 voti contro 159 andati alla lista di Romualdi); Almirante tornò a far parte della direzione nazionale del MSI.