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«SPARITI I PUSHER, MERITO DI AN» MANFRIN: «E’ SOLO PROPAGANDA» |
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«Dietro il centro Giotto non ci sono più spacciatori e bivacchi di stranieri». Allenza Nazionale ne rivendica il merito: «Prima che arrivassimo noi - dice Filippo Ascierto - questa era una piazza di spaccio». Continua il parlamentare di destra: «Gli abitanti e i negozianti di questa via hanno avuto coraggio, non hanno abbassato la testa al benestare dei delinquenti. Tra i blitz e i cancelli oggi si può parlare di riqualificazione riuscita». Allora bis per questo metodo di successo: «Il modello del retro di Giotto si può esportare in altre zone». Ascierto sfida il Comune: «Lo invitiamo a trasferire uffici periferici nelle zone a rischio della città. I clandestini vanno espulsi come le concentrazioni di negozi stranieri, vedi in via Cairoli. Infine bisogna insistere con i presidi delle forze dell’ordine». E la ricetta contro il degrado è pronta. Anzi. Manca l’ingrediente principale, chiosa Ascierto: «Manca la volontà politica». Non ci sta Paolo Manfrin, comitato Stanga6: «Il merito è dei comitati, dei cittadini e dei commercianti. Altro che An, questi sono politici che spariranno all’indomani delle elezioni». (e.sci.) I quali incamerano i primi punti. Già perché nel programma di SosPadova era prevista anche una passeggiata di Bitonci in via Cairoli. Saltata su consiglio della questura. Intanto Max Gallob del Pedro e Omid Firouzi del Collettivo di Scienze politiche, insieme a Razzismo stop e l’Opera Nomadi fanno il punto. Prima mossa: gli appelli via radio Sherwood. E questa sera dalle 20 presidio fisso in via Diego Valeri. Gallob lancia la contestazione senza mezzi termini: «Bitonci e Claudio sono l’espressione peggiore della politica, vedono nel proibizionismo l’unica soluzione possibile. Sono due sindaci razzisti e demistificatori. Diciamo no alla loro campagna politica a Padova». Ma ce n’è anche per l’organizzatore, Maurizio Meridi: «Meridi è un uomo di An, alla faccia del comitato apolitico». Rincara la dose Omid Firouzi: «La sicurezza è la parola d’ordine di ogni campagna elettorale, eppure nessuno parla di sopravvivenza, caro vita, precariato, migranti. Che sono le vere contraddizioni». Alla protesta dichiarata dai no-global risponde Maurizio Meridi: «Sono meravigliato e rammaricato perché il Pedro strumentalizza la disperazione dei cittadini. Più di 400 famiglie hanno espresso il loro disagio attraverso il sondaggio di SosPadova. La gente vuole scappare dalle proprie case. Non tutti hanno la fortuna di un padre che importa tappeti pregiati dalla Persia. Se l’azione di due sindaci che non piacciono ai no-global può aiutarci, ben vengano i loro consigli. Invitiamo i contestatori a partecipare al confronto perché in democrazia l’arma migliore è il dialogo, non la prevaricazione». |
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