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PERCHÈ LA REGIONE NON HA RICORDATO GLI ESULI E GLI INFOIBATI? |
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In occasione della giornata del ricordo delle popolazioni della Venezia Giulia e della Dalmazia, il Consigliere Regionale di Alleanza Nazionale Raffaele Zanon ha ricordato che le comunità giuliano-dalmate sono parte imprescindibile e qualificante dei veneti, per questo ha presentato in Consiglio Regionale un'interrogazione per conoscere i motivi per cui esistono "una giornata della memoria di serie A e una di serie B" riprende l'esponente di AN. "Il 27 gennaio scorso, il governo veneto ha ritenuto doveroso ricordare le vittime delle persecuzioni naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere: non capisco perché la stessa attenzione non venga dedicata anche alle vittime delle foibe e agli esuli dalmati, che rappresentano centinaia di migliaia di italiani scacciati dalle loro terre, un fenomeno che non ha avuto precedenti e che solo ora si impone nella memoria collettiva." "Per troppi lunghi anni, purtroppo, soltanto una determinata parte politica ha avuto coscienza e memoria storica sulla tragedia degli italiani massacrati e infoibati nelle terre di Istria e Dalmazia. Una tragedia che abbiamo sempre ricordato in pochi e ora anche da parte della Sinistra, ma che grazie all'istituzione della 'Giornata del Ricordo' verrà invece ripensata da tutti - afferma Zanon - Viene riconsegnata al Paese una memoria che gli italiani avevano perso o addirittura ignorato ricordata una pagina strappata irresponsabilmente dai principali testi scolastici. Ma è stata anche restituita dignità alla memoria delle migliaia di italiani barbaramente trucidati sul confine orientale e dei 380 mila connazionali costretti all'esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sottrarsi alla repressione dei partigiani di Tito. Oltre 12 mila nostri concittadini delle terre istriane, giuliane e dalmate furono vittime della feroce pulizia etnica perpetrata dai partigiani slavi, i cui corpi furono poi gettati, per essere occultati, nelle cavità carsiche dove ancora in gran numero giacciono. Oggi, purtroppo ancora pochi conoscono il dramma delle foibe, di quelle migliaia di famiglie distrutte, di quelle migliaia di donne violentate ed uccise dai partigiani di Tito, di quel genocidio reso ancor più drammatico dal silenzio e dall'omertà che l'hanno avvolto in tutti questi lunghi anni". "E' nostro dovere - conclude l'esponente di An - lottare affinché tutti gli italiani possano conoscere la loro storia in maniera lucida ed obbiettiva. Domani la Repubblica Italiana celebrerà ufficialmente questa ricorrenza, e l'occasione dovrà essere per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della nostra cultura e della nostra tradizione, senza volute amnesie, con la consapevolezza che un popolo che dimentica i suoi martiri, o che ne ricorda solo alcuni, non può considerarsi veramente tale. Con la 'Giornata del Ricordo' contribuiremo ad un dovuto riconoscimento del sacrificio senza eguali di una comunità italiana che ha sempre mantenuto alto e conservato preziosamente il senso delle tradizioni, dell'identità, della cultura italiana e veneta". |
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