SANTANCHÈ (AN): «LE LEGGI IN VIGORE NEL NOSTRO PAESE VANNO RISPETTATE»
Gazzettino di Padova del 30-03-2007
- di a.fed.

 

 

«Le culture proprie dei paesi di origine dei molti immigrati nel nostro Paese - dice l'onorevole di Alleanza Nazionale Daniela Santanchè - costituiscono ormai delle vere e proprie zone che si sottraggono alla nostra giurisdizione.

Il caso segnalato dal Gazzettino di Treviso e che riguarda ben sei ragazze molto giovani è estremamente indicativo del fatto che sono gli stessi immigrati, venendo in Italia e portandoci i figli giovani, ad avere bisogno di leggi certe, che siano uguali per tutti. In Italia dobbiamo riportare al centro della violazione di legge la sanzione. Le leggi in vigore sono quelle italiane e questi giovani più che mai vanno protetti e va data loro la certezza che i comportamenti "sbagliati" e violenti avranno una punizione».

Questo non è certo l'unico problema che si cela nelle "zone d'ombra" di cui Lei parla.
«Certo. Questi giovani lamentano la mancanza delle più piccole libertà; punizioni fisiche se non fanno tutti i lavori di casa, se escono, se vanno al doposcuola, se vogliono vestirsi come gli altri ragazzi delle scuole che frequentano. Ma va detto anche che in Italia "facciamo finta" di non vedere che alcuni sono poligami, situazione vietata dalla nostra legge. Non sappiamo cosa avviene nelle Moschee, come fossero enclavi extraterritoriali. Queste ragazze fanno bene, devono ribellarsi e chiedere aiuto, luoghi in cui possiamo aiutarle ad inserirsi ci sono».

Torna sempre in primo piano la questione della condizione femminile.
«Vorrei sapere dove sono, le femministe di una volta. Cosa fanno per questo genere di problemi? Vorrei vederle».

Sono al governo, no?
«Già. Ma un politico che non mette in primo piano la condizione femminile come centro del problema integrazione, vale ben poco».

Le sembra che in questa Italia manchi un po' di decisionismo?
«Decisionismo? Ma dov'è in Italia? Manca del tutto: si allargano sempre più le maglie: altro che voto agli immigrati, altro che Corano nelle scuole! Se vogliamo salvaguardare l'Italia dobbiamo pensare che se non mettiamo delle regole in pochi anni non esisteremo più».

Certo che al cittadino restano ben poche certezze...
«Io non ho certezze, ma ho molte speranze. Non dobbiamo vergognarci - cosa che invece accade in continuazione - delle nostre radici; non dobbiamo vergognarci di dire che questa è l'Italia e noi siamo gli italiani. Quello di cui sono certa è che la gran parte dell'Italia la pensa come me».

 
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