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Piergiorgio
Cortelazzo con Andrea Drago nell'alleanza anti-Ascierto
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Domanda a Piergiorgio Cortelazzo, consigliere regionale An e capogruppo. Allora si candida a presidente provinciale del partito? «Lo saprete fra 24 ore». Ma che cosa c'è di vero nel fatto che potrebbe allearsi con Andrea Drago ? «Potrebbe essere». Una mezza ammissione per la politica è quasi un fatto. Ed il fatto di ieri è proprio questo. Uno dei candidati alla corsa per la presidenza provinciale, per intenderci quello che a suo stesso dire «non sta dalla parte di Raffaele Zanon e di Filippo Ascierto» potrebbe farsi da parte per concentrare tutto su un altro candidato, Andrea Drago , attuale presidente dell'Arpav regionale. Traduzione: la parte del partito che fa capo a Maurizio Saia, punterebbe tutto su un nuovo cavallo, saldando varie anime in funzione anti Ascierto che è il candidato dell'altra parte. Insomma le manovre sono in pieno svolgimento anche perché il congresso si apre sabato in Fiera e per candidarsi bisogna essere sostenuti da oltre 500 firme. Come interpretare questa mossa? Il gruppo Saia-Giorgetti potrebbe essersi accorto che l'unione fa la forza oppure lo stesso Cortelazzo ammettere che la sua era una candidatura debole. Fattostà che l'altra parte di An vede questa novità come una posizione di debolezza. «Ecco perché volevano far slittare il congresso con la scusa del tesseramento - dice Raffaele Zanon - la verità è che cambiando il candidato hanno bisogno di tempo per organizzarsi». E il caso dei tesserati fatti dopo la chiusura dei tempi? «Guardi, l'unico caso accertato è quello della violazione del computer della Federazione fatto da Saia. E per quanto riguarda Drago , vedo con molto sospetto la candidatura di una persona che è un amministratore nominato da Galan e che dovrebbe anche fare la guida politica. Noi porremo dei paletti, non votiamo un ex democristiano». Ascierto
ritorna invece sulla vicenda del tesseramento. «Ho inviato una
lettera all'assemblea congressuale di An a Roma, spiegando che c'erano
state delle mancanze nella registrazione di alcuni iscritti dei circoli
e avevo suggerito che quelli comunque arrivati dopo il 31 gennaio non
fossero inseriti ai fini del congresso anche per valutare l'effettiva
volontà degli iscritti. Invece Roma ha deciso di non penalizzare
nessuno e li ha ammessi. Dunque è tutto regolare e il congresso
si farà». |
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