«CONGRESSO IRREGOLARE, SPOSTIAMOLO»
È guerra delle tessere: questo fine settimana in fiera è previsto il congresso provinciale di Alleanza nazionale ma c’è un’iniziativa del gruppo Saia
S’inasprisce la lotta per la leadership. Ieri invitata una lettera a Roma: "Troppi iscritti fuori tempo"

Gazzettino di Padova del 27.02.2007 - di Mauro Giacon

 

 

«Abbiamo quasi 3mila tesserati e siamo arrivati a 62 circoli attivi. Ho messo in piedi una struttura importante in grado di dialogare con il territorio, dai paesi della provincia ai quartieri».

Filippo Ascierto parla così dei suoi ultimi mesi da commissario straordinario del partito dopo il "congelamento" della presidenza di Gabriele Zanon partito da una sua richiesta per motivi personali. Il parlamentare, ex maresciallo dell'Arma, doveva soltanto reggere An in attesa del congresso che si terrà sabato e domenica in Fiera.

Ma è andato oltre: ha preso in mano An e oggi si candida alla presidenza provinciale. Non solo: ha dalla sua parte un prezioso alleato, Raffaele Zanon, che ha sempre diviso fino ad oggi la leadership padovana con Maurizio Saia , l'ex assessore oggi senatore. E la partita è diventata a tre. Anzi, a quattro. Perché l'altro candidato, l'anti-Ascierto, sarà il consigliere regionale Piergiorgio Cortelazzo, in linea perfetta con le idee di Saia e di Alberto Giorgetti, il segretario regionale. Saranno questi gli uomini a contendersi la segreteria. Più estemporanea la candidatura del presidente dell'Arpav, Andrea Drago. Perché per presentarsi ufficialmente ci vogliono 550 firme, insomma bisogna avere dietro un quarto del partito.

È un confronto però che non è solo di uomini ma anche di modi diversi d'intendere il partito e di rapportarsi con la società. Il primo, quello di Ascierto-Zanon, più proiettato in funzione della base e non degli eletti. «È doveroso da parte mia continuare il lavoro iniziato per far crescere il partito - dice Ascierto - L'obiettivo è di arrivare al 10 per cento nei paesi dove non abbiamo raggiunto questa percentuale e al 16 per cento in città alle prossime amministrative con una politica seria fatta tra la gente e nei quartieri: tra via Avanzo, via Anelli, via del Pescarotto. La politica va fatta fuori dalle amministrazioni. E i nostri amministratori si devono porre al servizio del partito non il contrario. A me tanti iscritti hanno chiesto di continuare». Molti erano ieri sera all'Hotel La Torre a Torreglia dove Ascierto ha parlato accolto da centinaia di simpatizzanti.

«Da una parte c'è una scelta dirigista con la candidatura di Cortelazzo - dichiara Raffaele Zanon - che non è altro che la lista degli eletti che lo propongono per tutelarsi più che per un progetto. E dall'altra si profila un'unione mia e di Filippo Ascierto su temi precisi. Il primo è di garantire autonomia della Federazione dalle ingerenze veronesi (Giorgetti è di lì, ndr). Poi vogliamo proporre un'organizzazione che metta in rete i circoli delle province e soprattutto costruire così un modello gestionale diverso, puntato sulla base che coinvolga anche i giovanile, Enrico Pavanetto ad esempio che è il coordinatore regionale». Questa saldatura dovrà essere benedetta giovedì quando arriverà in città Ignazio La Russa. «Siamo anche contro le quadruple cariche. Chi fa il sindaco non può fare anche il dirigente del partito».

Ma la vera notizia è arrivata ieri verso sera al termine di una riunione del gruppo Saia cui erano state congelate trecento tessere perché arrivate dopo il tempo massimo del 15 gennaio. Ma sembra che anche dopo la scadenza siano state fatte e registrate altre tessere.

«Abbiamo chiesto a Roma, con una lettera, lo spostamento del congresso di almeno 15 giorni perché ci sono una serie di irregolarità. Rispetto a una lista di iscritti dateci dieci giorni fa, ci sono 200 iscritti in più mentre ad alcuni circoli nostri un mese fa avevano detto: non potete iscrivere nessuno. Mi pare che ci sia un po' di confusione anche perché il congresso prevede che dieci giorni arrivino le lettere di convocazione ai presidenti e qui sono state mandate sette giorni prima. Poi perché non mandare una lettera a tutti gli iscritti? Secondo noi il 70 per cento non sa che c'è il congresso».

 
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