MONSELICE. «INVITIAMO LE CEMENTERIE AD INVESTIRE UNA QUOTA OGNI ANNO PER LA SALUTE ...
INQUINAMENTO & CEMENTERIE
Gli ambientalisti: «Serve un’indagine epidemiologica»
Mattino di Padova del 23-03-2007
- di E.L.C.

 

 

MONSELICE. «Invitiamo le cementerie ad investire una quota ogni anno per la salute dei cittadini. Però lasciamo in pace la produzione e i lavoratori. E una volta tanto sentiamo anche i sindacati che almeno questa l’hanno azzeccata». Sono parole dell’onorevole Filippo Ascierto di Alleanza Nazionale che interviene sull’indagine aperta dalla magistratura su presunte gravi malattie respiratorie alcuni lavoratori delle cementerie. «Il problema sollevato da una parte della sinistra sembra frutto di preconcetti ideologici più che su preoccupazioni reali sulla salute dei cittadini. E’ per questo che An traccia una linea politica».

Ascierto. «Innanzitutto - dice il deputato - bisogna dire che se la sinistra conoscesse bene le leggi ambientali che regolano l’attività delle cementerie si accorgerebbe che le stesse sono obbligate ogni giorno a monitorare le emissioni in atmosfera dei gas e delle polveri e si accorgerebbero anche che i dati resi pubblici sui loro siti, e su quello del Comune di Monselice, sono quasi al di sotto di due terzi rispetto al tetto previsto dalla legge. Quindi perché combattere queste attività imprenditoriali? Per agevolare forse la concorrenza straniera. Come ad esempio quella croata, che produce a costi più bassi e senza osservare tutti i limiti che, giustamente, l’Italia impone? Dove ricollocheremo le centinaia di lavoratori delle cementerie se costringessimo tali aziende a chiudere? An vuole difendere lavoratori e imprese insieme e pensare anche a migliorare le condizioni di salute dei cittadini attraverso la tutela dell’ambiente».

Bettin e De Marchi. «L’avvio di una estesa e approfondita indagine epidemiologica della popolazione esposta è da anni una urgenza disattesa - sostengono Gianfranco Bettin e Paolo De Marchi dei Verdi -. Va conosciuto il grado di rischio effettivo che corrono le popolazioni di quel territorio. Il ricorso, negli ultimi anni, da parte dei cementifici all’utilizzo dei rifiuti ha aggravato la situazione ed evidenziato livelli di emissioni pericolose. Per questi motivi sia in consiglio regionale che in quello provinciale da almeno due anni presentiamo emendamenti che chiedono lo stanziamento di fondi tutto sommato modesti ma sufficienti ad avviare un’indagine epidemiologica della popolazione residente nell’area dei cementifici della Bassa Padovana».

La votazione al Parco Colli. La minoranza di centrosinistra ha presentato un emendamento votato da tutto il consiglio che impegna l’ente a partecipare attivamente ai Tavoli istituiti da Provincia e Comune di Monselice sui cementifici. Oltre a controllare le emissioni e a contenerle. «I nostri tre cementifici inquinano come una città da 300.000 abitanti - ha detto un rappresentante del comitato Lasciateci Respirare - e le scorie sono centinaia di tonnellate. Siamo preoccupati».

«Dieci anni fa parlavo dell’inquinamento da Pm10 e nessuno mi credeva - ha ribattuto Alessandro Benassi dell’Arpav - ora assicuro che l’Arpav monitora le emissioni dei cementifici e la situazione non è poi così grave. La Bassa Padovana presenta valori dei livelli d’inquinamento pari a quelli di molte zone del Nord Italia».

 
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