CASO RONCONI: CONDANNA UNANIME DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
VERDI ASTENUTI E RIFONDAZIONE ASSENTE

Mattino di Padova del 23.01.2007

 

 

Anche il consiglio provinciale chiede la revoca dell’incarico di Susanna Ronconi come consulente sulle tossicodipendenze del ministro della Solidarietà sociale Ferrero. E le due mozioni contrapposte si fondono in un unico indirizzo di condanna dell’incarico governativo.

A differenza del consiglio comunale, dove si era registrata la spaccatura del centrosinistra con i distinguo di Verdi, Rifondazione e di alcuni consiglieri dello Sdi e dei Ds, a palazzo Santo Stefano il centrosinistra va avanti compatto, con l’esclusione del voto contrario di Paolo De Marchi, dei Verdi. Assente il consigliere del Prc Roberto Magnarello.

Una mozione unitaria che esprime «netta contrarietà» alla nomina della Ronconi e invita il governo a «revocare l’incarico». Inoltre, i due poli si sono trovati praticamente uniti nell’esprimere «profonda preoccupazione» per il disinteresse dello stato nei confronti dei parenti delle vittime del terrorismo.

E infine, il consiglio ha dato mandato al presidente Vittorio Casarin di valutare tutte le possibilità per dare «completo appoggio all’iniziativa dei familiari di Mazzola e Giralucci», cioè un progetto di legge che vieti agli ex terroristi la possibilità di avere incarichi istituzionali.

«La Ronconi non ha compiutamente pagato il proprio ruolo nel delitto - afferma il testo della mozione - perché non ha mai mostrato alcun segno di pentimento e si è sempre rifiutata di pagare le spese processuali».

Ad inizio seduta erano due le mozioni in discussione, presentate una dal centrosinistra e l’altra da Enrico Pavanetto di An. La mediazione, condotta dallo stesso militante del partito di Gianfranco Fini e da Helène Zago dei Ds, ha portato al testo unico. Con la benedizione di tutti tranne che del verde De Marchi: «Chi ha scontato la propria pena ha diritto a essere reintegrato nella società», ha spiegato ribadendo la propria contrarietà alla mozione.

«Un voto quasi unanime che tiene alta l’attenzione su episodi gravi della storia di questa città - ha commentato il forzista Walter Stefan -. Le posizioni della sinistra radicale sono strumentali: se lo stesso incarico fosse stato dato a un terrorista ex fascista sarebbero stati i primi a sollevarsi».

In apertura di Consiglio è stata discussa e approvata all’unanimità la delibera che impegna l’amministrazione provinciale a vendere al miglior offerente il 2% delle quote della società del grande raccordo anulare di Padova. Il decreto Bersani proibisce agli enti pubblici la partecipazione in questo tipo di società miste pubblico-privato. Da qui la necessità di disfarsi della quota, valutata in circa 50 mila euro. Una scelta obbligata che sarà seguita anche dall’amministrazione comunale, proprietaria di un altro 2% di quote della società. Unanime quindi il consenso del consiglio provinciale: su 30 votanti, altrettanti favorevoli. Presente in sala il vicesindaco Claudio Sinigaglia.

 
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