Sta partecipando al Forum sociale
mondiale di Nairobi l’onorevole Severino Galante, esponente del
Partito dei comunisti italiani e questore della Camera. In quella sede
si parla di miseria e di fame; le baraccapoli dei diseredati rappresentano
un monito ineludibile. Tuttavia il deputato del Pdci non dimentica le
questioni di casa.
«Le ronde della Lega Nord - argomenta Galante
- arrivano a Padova? Vogliono presidiare la Stanga e l’Arcella?
Con i miei compagni abbiamo già organizzato le “ronde sulle
ronde” a Treviso. Se quelli della Lega, durante i loro giri, vanno
a commettere reati, noi controlliamo e li denunciamo. Visto che adesso
vogliono iniziare anche nel Padovano, noi ci daremo da fare per allestire
le controronde».
«Quello della sicurezza - osserva il senatore
Antonio De Poli, esponente dell’Udc - è un problema reale.
Bisogna risolverlo con un aumento di risorse e un maggior coordinamento
delle forze dell’ordine: carabinieri, polizia e vigili urbani.
Se, di per sé, non c’è niente di male nel fatto
che un gruppo di cittadini di buona volontà si mettano insieme
per presidiare il territorio, in concreto questa iniziativa potrebbe
trasformarsi in un boomerang se dovesse succedere qualcosa... La sicurezza
non può essere collegata a un movimento politico, sennò
rischiamo di avere ronde verdi, bianche, rosse, nere».
Non va per il sottile Andrea Colasio, parlamentare
della Margherita. «Le ronde? Sono una pagliacciata. Mi lasciano
molto perplesso - commenta Colasio - Francamente non ne vedo
l’utilità. Ho grossi dubbi sull’efficacia di questa
iniziativa della Lega Nord. In pratica nessuno vieta ai cittadini di
auto-organizzarsi: e quando questo accade, significa che c’è
un deficit di sicurezza. Ma se la cosa assume una declinazione politica,
allora è una risposta di seconda battuta, con un mero valore
elettorale o politico. Francamente mi pare che il governo stia facendo
del suo meglio per garantire la sicurezza».
Secondo Alessandro Naccarato, deputato dei Democratici
di sinistra, «le ronde della Lega Nord sono una cosa grave. La
strumentalità è evidente. Finché al governo c’erano
loro, il problema della sicurezza non l’avevamo mai visto. Da
un altro punto di vista questa iniziativa fa anche sorridere. Mettiamo
che le ronde entrino in azione: se succede qualcosa, visto che la legge
non dà loro nessuna competenza specifica, cosa fanno? L’inefficacia
è assoluta. Insomma, si tratta solo di un’iniziativa propagandistica».
Nemmeno Marino Zorzato, parlamentare di Forza Italia,
pensa di aggregarsi alle ronde padane. «E’ opportuno - afferma
l’esponente azzurro - che il governo e le forze dell’ordine
lavorino per garantire la sicurezza dei cittadini. Questo dev’essere
lo sforzo della politica. Certo, nulla vieta che qualche cittadino vada
a farsi un giro di notte. Ma il mio ruolo istituzionale m’impone,
come ho già fatto quand’ero in maggioranza, di lavorare
per aumentare gli investimenti in favore delle forze dell’ordine».
Non farà parte dei «volontari della
sicurezza» neppure Maurizio Saia, senatore di
An. «E’ come - commenta Saia - se mi chiedessero
d’iscrivermi alla Lega Nord. Francamente mi sembra un po’
difficile. Non sono di per sé contrario alle ronde, se vengono
condotte con serietà ed equilibrio, un po’ come ha fatto
Luca Claudio a Montegrotto. Ma devono essere apolitiche, formate dai
cittadini che abitano un certo territorio. Ben vengano, insomma, quelle
promosse dai sindaci e dai comitati».
E’ scettico pure Filippo Ascierto,
deputato di An. «Io non faccio ronde - afferma Ascierto, maresciallo
dei carabinieri in aspettativa - Come centinaia di cittadini io
collaboro da sempre con le forze dell’ordine segnalando ogni situazione
di pericolo e di degrado. E allora, se ci sono persone di buona volontà,
ben vengano. Ma ho dei dubbi sul fatto che questa cosa la facciano i
militanti di un partito. Questi cittadini non possono svolgere nessuna
funzione né di pubblica sicurezza né di polizia giudiziaria».