«LE RONDE PADANE? UNA PAGLIACCIATA»
Galante (Pdci): pronti a denunciare i leghisti che si rendano autori di reati

Mattino di Padova del 23-01-2007
- di Claudio Baccarin

 

 

Sta partecipando al Forum sociale mondiale di Nairobi l’onorevole Severino Galante, esponente del Partito dei comunisti italiani e questore della Camera. In quella sede si parla di miseria e di fame; le baraccapoli dei diseredati rappresentano un monito ineludibile. Tuttavia il deputato del Pdci non dimentica le questioni di casa.

«Le ronde della Lega Nord - argomenta Galante - arrivano a Padova? Vogliono presidiare la Stanga e l’Arcella? Con i miei compagni abbiamo già organizzato le “ronde sulle ronde” a Treviso. Se quelli della Lega, durante i loro giri, vanno a commettere reati, noi controlliamo e li denunciamo. Visto che adesso vogliono iniziare anche nel Padovano, noi ci daremo da fare per allestire le controronde».

«Quello della sicurezza - osserva il senatore Antonio De Poli, esponente dell’Udc - è un problema reale. Bisogna risolverlo con un aumento di risorse e un maggior coordinamento delle forze dell’ordine: carabinieri, polizia e vigili urbani. Se, di per sé, non c’è niente di male nel fatto che un gruppo di cittadini di buona volontà si mettano insieme per presidiare il territorio, in concreto questa iniziativa potrebbe trasformarsi in un boomerang se dovesse succedere qualcosa... La sicurezza non può essere collegata a un movimento politico, sennò rischiamo di avere ronde verdi, bianche, rosse, nere».

Non va per il sottile Andrea Colasio, parlamentare della Margherita. «Le ronde? Sono una pagliacciata. Mi lasciano molto perplesso - commenta Colasio - Francamente non ne vedo l’utilità. Ho grossi dubbi sull’efficacia di questa iniziativa della Lega Nord. In pratica nessuno vieta ai cittadini di auto-organizzarsi: e quando questo accade, significa che c’è un deficit di sicurezza. Ma se la cosa assume una declinazione politica, allora è una risposta di seconda battuta, con un mero valore elettorale o politico. Francamente mi pare che il governo stia facendo del suo meglio per garantire la sicurezza».

Secondo Alessandro Naccarato, deputato dei Democratici di sinistra, «le ronde della Lega Nord sono una cosa grave. La strumentalità è evidente. Finché al governo c’erano loro, il problema della sicurezza non l’avevamo mai visto. Da un altro punto di vista questa iniziativa fa anche sorridere. Mettiamo che le ronde entrino in azione: se succede qualcosa, visto che la legge non dà loro nessuna competenza specifica, cosa fanno? L’inefficacia è assoluta. Insomma, si tratta solo di un’iniziativa propagandistica».

Nemmeno Marino Zorzato, parlamentare di Forza Italia, pensa di aggregarsi alle ronde padane. «E’ opportuno - afferma l’esponente azzurro - che il governo e le forze dell’ordine lavorino per garantire la sicurezza dei cittadini. Questo dev’essere lo sforzo della politica. Certo, nulla vieta che qualche cittadino vada a farsi un giro di notte. Ma il mio ruolo istituzionale m’impone, come ho già fatto quand’ero in maggioranza, di lavorare per aumentare gli investimenti in favore delle forze dell’ordine».

Non farà parte dei «volontari della sicurezza» neppure Maurizio Saia, senatore di An. «E’ come - commenta Saia - se mi chiedessero d’iscrivermi alla Lega Nord. Francamente mi sembra un po’ difficile. Non sono di per sé contrario alle ronde, se vengono condotte con serietà ed equilibrio, un po’ come ha fatto Luca Claudio a Montegrotto. Ma devono essere apolitiche, formate dai cittadini che abitano un certo territorio. Ben vengano, insomma, quelle promosse dai sindaci e dai comitati».

E’ scettico pure Filippo Ascierto, deputato di An. «Io non faccio ronde - afferma Ascierto, maresciallo dei carabinieri in aspettativa - Come centinaia di cittadini io collaboro da sempre con le forze dell’ordine segnalando ogni situazione di pericolo e di degrado. E allora, se ci sono persone di buona volontà, ben vengano. Ma ho dei dubbi sul fatto che questa cosa la facciano i militanti di un partito. Questi cittadini non possono svolgere nessuna funzione né di pubblica sicurezza né di polizia giudiziaria».

 
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