IL CENTRODESTRA ALL’ATTACCO SU RONCONI E CENTRI SOCIALI
IL DIBATTITO «Ex brigatisti nelle istituzioni, il Comune tollera i violenti»

Mattino di Padova del 15.02.2007

 

 

ROMA. La «contiguità» fra la sinistra antagonista e il terrorismo: è lo spettro agitato dal centrodestra, dopo l’informativa del ministro degli Interni Giuliano Amato alla Camera. Gli esempi sarebbero gli ex brigatisti presenti all’interno delle istituzioni, tra cui Susanna Ronconi, la brigatista che partecipò all’omicidio di Mazzola e Giralucci nella sede dell’Msi di via Zabarella a Padova.

«Non chiudiamo gli occhi: chi deve recidere legami e contiguità, lo faccia» - ha attaccato in aula Maurizio Gasparri di An. «A Padova, caro ministro Amato, nel 1974 furono uccisi Mazzola e Giralucci, e tra gli assassini di quei due militanti di destra vi era Susanna Ronconi, oggi consulente del vostro Governo in materia di tossicodipendenze. Questa è la storia d’Italia! Saranno passati trent’anni, saranno state scontate alcune pene, ma ritengo che diventare consulente di un Governo sia un riconoscimento che si poteva evitare». L’«inopportuna» nomina dell’ex brigatista era stata sottolineata anche dal Consiglio comunale della città del Santo che, con una mozione promossa dal capogruppo Ds Umberto Zampieri, aveva invitato il ministro a rivedere la sua scelta.

Ma Paolo Ferrero difende l’inserimento di Susanna Ronconi nella consulta per le tossicodipendenze: «Il suo nome è stato indicato dal “forum droghe” sulla base delle esperienze acquisite da anni in questo campo - ha sottolineato il ministro per la Solidarietà sociale -. Quanto alla vicenda precedente di Susanna Ronconi, credo che i principali testimoni della vittoria che lo Stato democratico ha ottenuto sul terrorismo, anche e soprattutto grazie all’impegno del movimento operaio e delle sue organizzazioni politiche e sindacali, siano proprio le persone che come lei hanno preso parte a quella stagione violenta e che oggi non solo considerano sbagliate le scelte che fecero all’epoca».

Durante il dibattito di ieri alla Camera anche altri esponenti del centrodestra sono andati all’attacco del governo, ma anche dell’amministrazione locale padovana. «La preoccupazione maggiore è la continuità di questi episodi e di questa concezione della lotta contro tutto e contro tutti, con le scritte inneggianti e il tentativo di incendiare la casa di un dirigente della Digos di Padova - ha sottolineato il capogruppo della Lega Nord Roberto Maroni -. Questo significa che non sono criminali isolati, ma che c’è un contesto che favorisce, protegge e alimenta questa “ala” brigatista. Sono fuori luogo, quindi, le espressioni di giubilo di alcuni esponenti politici, del sindaco di Padova e persino del premier Prodi. Ci vuole più coraggio: occorre intervenire là dove si formano questi terroristi, chiudendo una volta per tutte quei centri sociali che sono vere e proprie centrali di formazione al terrorismo».

Sulla «contiguità», il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi ha attaccato direttamente il ministro Amato: «Un primo segnale forte può arrivare proprio da lei - ha detto Bondi -. Sfratti súbito dal suo ufficio al Viminale l’ex brigatista Roberto Del Bello, segretario particolare del sottosegretario Bonato di Rifondazione. E’ intollerabile che un ex terrorista condannato a quattro anni passati in giudicato abbia un ufficio e una scrivania al Viminale, dove si muovono le fila delle più delicate inchieste sull’eversione».

 
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