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12.48; IL BANCHETTO APERTO DALL'ASCOM IN PIAZZA GARIBALDI PER MANIFESTARE
CONTRO LA REVISIONE DEGLI STUDI DI SETTORE VOLUTA DAL GOVERNO PRODI, RACCOGLIE
LA MILLESIMA FIRMA
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Ore 12.48; il banchetto aperto dall'Ascom in piazza Garibaldi per manifestare contro la revisione degli studi di settore voluta dal governo Prodi, raccoglie la millesima firma. E quando il presidente dell'associazione dei commercianti di Padova, Fernando Zilio, dà l'annuncio, il suo volto non può non tradire la grande soddisfazione per il successo di una mobilitazione che nell'arco di poche ore ha raccolto l'adesione non solo dei commercianti, ma anche di pensionati, studenti, operai e semplici passanti. «Siamo veramente contenti - spiega Zilio - per il riscontro che abbiamo ottenuto. La gente ha capito che questa non è la "crociata" dei commercianti, ma una battaglia di civiltà. Nessuno di noi vuole evadere le tasse o non pagarle; chiediamo solo di essere trattati con equità, cosa che questo governo non sta facendo. E questa raccolta firme, che parte dall'Ascom di Padova, vorremmo estenderla anche alle altre sedi nazionali della nostra associazione. L'obiettivo è quello di raccogliere 50 mila firme». E poi? «E poi - replica secco il presidente Zilio - chiederò un incontro con Prodi. Ne ho già parlato con Sangalli e se il presidente del Consiglio venerdì verrà in città spero trovi dieci minuti di tempo anche per noi. La maggioranza di governo si ricordi che ha vinto le elezioni per 24 mila voti; noi porteremo davanti a loro la protesta di almeno 50 mila cittadini. Poi traggano le somme». Ad apporre il loro autografo sui fogli stampati dall'Ascom arrivano anche il direttore della Confesercenti, Maurizio Francescon; il presidente della Cna, Sergio Gelain; gli assessori provinciali Domenico Riolfatto, Flavio Manzolini e Luciano Salvò; i consiglieri comunali di Forza Italia Domenico Menorello e di An, Gabriele Zanon; e tanti "normali" cittadini, come la signora Bruna Coin, ex insegnante e ora pensionata: «Sono perfettamente d'accordo con questa manifestazione; stiamo vivendo una situazione non più sostenibile». E la sensazione è proprio quella che il malessere dei commercianti e la loro protesta infondo rappresentino uno stato d'animo diffuso. Al gazebo Ascom non si vede nessun esponente del centro sinistra cittadino, un problema per il presidente Zilio? «Assolutamente no - ribatte sempre senza esitazioni - perché Zanonato ha già fatto la sua parte e perché questa iniziativa non vuole avere colore politico». Alle 12.30, atteso e desiderato, arriva il presidente della Provincia, Vittorio Casarin. «Mancava la revisione degli studi di settore per toccare il fondo. Qui ormai - va giù duro Casarin - siamo proprio fuori da ogni grazia di Dio. La sinistra continua a paventare una sensibilità sociale che però con i fatti smentisce in pieno. Vogliono far morire il Veneto, perché è una regione di centro destra, colpendo i piccoli commercianti e gli artigiani ovvero la spina dorsale dell'economia del nostro territorio». «Ma se oltre alle tasse - conclude Casarin - ci penalizzano pure non costruendoci più le infrastrutture di cui abbiamo bisogno, allora io divento leghista fino in fondo e sono pronto alla "rivoluzione civile" e ad andare con l'Austria. E se ne avrò l'occasione anch'io venerdì manifesterò il mio dissenso a Prodi». «Il
nostro partito - ha concluso l'onorevole di An, Filippo
Ascierto - si schiera al fianco dei commercianti in questa loro
lotta. La società non è più con Prodi e quando
venerdì verrà a Padova sappia che i fischi che riceverà
non saranno quelli di An, ma di tutti». |
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