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L'ORDINE
PUBBLICO LO GESTISCE IL PEDRO? INTERROGAZIONE DI ASCIERTO
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È stato un tira e molla estenuante, durato per tutta la giornata e che alla fine ha sancito un ulteriore rinvio da parte della questura in merito al percorso e all'approvazione della fiaccolata pro sicurezza organizzata dai comitati e dalle associazioni del centro storico che avrebbe dovuto svolgersi domani sera con partenza da via Anelli e arrivo in piazza delle Erbe, toccando tutte le "stazioni" del degrado cittadino. Il condizionale a questo punto è quanto mai d'obbligo, perché anche arrivasse il sì da parte delle forze dell'ordine il tragitto delle fiaccole pare evidente non sarà quello programmato dai comitati. A questo punto oggi sapremo se la manifestazione sarà conferma o meno. Una situazione che vedrebbe ancora una volta prevalere i disobbedienti dei centri sociali, che all'indomani dell'annuncio della fiaccolata, definita dal loro leader Max Gallob la "madre" di tutte le ronde, avevano indetto un contro corteo, ovvero una "biciclettata spontanea" lo stesso giorno e alla stessa ora, solo con tragitto contrario rispetto alle fiaccole. Troppo elevato, secondo la questura, il rischio di un "contatto" da parte dei due gruppi di manifestanti. E così dopo i migranti costretti a scegliere la Fiera, lo scorso 30 settembre, per evitare pericolose sovrapposizioni con la sfilata anti-razzista indetta a posteriori sempre dai centri sociali e il corteo della Fiamma Tricolore dirottato all'Arcella invece che in via Anelli; a dover modificare il loro programma con ogni probabilità dovranno essere i comitati "pro sicurezza". Ma questa volta l'esito dell'intera vicenda finirà direttamente tra i banchi di Montecitorio, dove il deputato padovano di Alleanza Nazionale, Filippo Ascierto, depositerà un'interrogazione parlamentare. «I no global - esordisce Ascierto - non possono pensare di dettare sempre la loro legge limitando lo spazio democratico degli altri cittadini. Quanto stanno facendo a Padova, con la complicità dell'amministrazione di Palazzo Moroni e la pazienza delle forze dell'ordine è vergognoso». Quindi il parlamentare di An fa una promessa: «Nel programma con cui ci presenteremo alle prossime elezioni comunali punto imprescindibile del nostro governo cittadino sarà la chiusura di tutti i centri sociali; una chiusura che dovrà avvenire a qualsiasi costo perché la prepotenza e l'illegalità in cui agiscono questi signori non sono più tollerabili. Nessuno avrebbe obiettato nulla se Gallob non avesse scelto lo stesso luogo e la stessa ora per la propria manifestazione, ma visto e considerato che il dialogo democratico non è nella logica dei centri sociali è necessario e doveroso prendere provvedimenti». Chiamato in causa, la risposta del portavoce del Pedro non si è fatta attendere: «La scelta che dovrebbe non consentire nei termini e nei modi previsti la "ronda delle ronde" dei comitati - dice Max Gallob - è un segnale grande e importante per la nostra città. Questa non è una questione di "rapporti di forza", bensì il risultato di una mobilitazione che accomuna liberi cittadini, associazioni e movimenti in una ribellione e insofferenza rispetto alle politiche repressive che si stanno attuando a Padova». Mentre
i comitati lasciano ogni commento alla conferenza stampa indetta per
oggi a mezzogiorno. |
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