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AN
SI SPACCA: È TEMPO DI CONGRESSO
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Alleanza nazionale si divide su tutto e le “ronde” diventano un ottimo pretesto per rinfocolare la battaglia congressuale. Raffaele Zanon, consigliere regionale, difende l’iniziativa «autogestita» e attacca gli altri esponenti di An che si sono sfilati. E’ guerra interna, in vista dell’assise della Federazione in programma il 3 e 4 marzo. Le “ronde” contano su Filippo Ascierto e Raffaele Zanon, mentre vengono disertate da Maurizio Saia con altri dirigenti e amministratori di primo piano. «Francamente, non ho capito la differenza fra le ronde di Montegrotto e quelle nel quartiere Guizza. Da un dirigente equilibrato come Verza mi sarei aspettato più compostezza. Invece, pontifica come non fosse l’assessore provinciale alla sicurezza. Venga a vederle: lo aspettiamo» esordisce Zanon. Il consigliere regionale insiste: «Le ronde nascono a prescindere dalla militanza politica, visto che sono i cittadini a scendere in strada. Sono d’accordo con il presidente Galan, tant’è che le facciamo seriamente. Non mi pare poi che sventolino tante bandiere o fazzoletti verdi della Lega...». Intanto, si surriscalda il clima congressuale. Venerdì sera, a Montagnana, cena con l’ex ministro Gasparri proprio nel «feudo» del capogruppo in Regione, Piergiorgio Cortellazzo, di fatto candidato dell’asse Saia-Giorgetti per la presidenza provinciale. La componente di Destra Veneta rilancia la sfida, raccogliendo le firme necessarie a presentare una candidatura alternativa. Non solo, accarezza l’idea delle «primarie» nei circoli di Alleanza nazionale. Martedì a Montegrotto è in programma la riunione di componente dei circoli delle Terme e dei Colli: sarà l’occasione per uscire allo scoperto. Il congresso unitario, dunque, non ci sarà. Anzi, la Federazione di An chiuderà il commissariamento-bis di Ascierto all’insegna di nuove e vecchie spaccature interne. Le “ronde” avvicinano il deputato-carabiniere a Raffaele Zanon. E sulla sicurezza, declinata per via istituzionale o politica, si gioca soprattutto la partita congressuale. Andrea
Drago, direttore Arpav, ha preferito fare un passo indietro. Ma nelle
prossime settimane potrebbero spuntare altri candidati alla presidenza
provinciale. Con il rischio di mettere in difficoltà il coordinatore
regionale Massimo Giorgetti alla ricerca della conferma, grazie ai delegati
padovani. |
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