RONDE DI CITTADINI, MA I POLITICI NON CI SARANNO
Stasera nuovi presidi segreti in città e cintura per evitare gli assalti no-global

Mattino di Padova del 09.02.2007 - di Paolo Baron

 

 

La ronda c’è ma non si vede. Lo dicono tra le righe gli organizzatori dei presidi spontanei nati per pattugliare le vie cittadine. Questo per evitare che i volontari vengano assaliti dai no global come venerdì scorso quando Gallob e soci riempirono di schiuma e coriandoli l’ex vice sindaco di Forza Italia Domenico Menorello. Dunque, nessuno dice, nessuno conferma, ma nessuno neppure smentisce che anche stasera alcuni cittadini gireranno per le strade della città armati «di buona volontà e telefonini» per avvertire le forze dell’ordine in caso di avvistamenti sospetti.

L’unica cosa certa è che rispetto alla scorsa settimana hanno aderito all’iniziativa rondista anche alcuni residenti di Rubano, Selvazzano, Cadoneghe e Abano che stasera non faranno mancare la loro presenza nei loro Comuni di residenza.

«Questa iniziativa deve essere lasciata ai cittadini, con un coordinamento dal basso», spiega Maurizio Conte della Lega Nord. Lui stasera non ci sarà. E’ impegnato. Come lui anche Mariella Mazzetto («Sono fuori città») e Filippo Ascierto («Sono ad un convegno e poi a cena con Gasparri»). Poi Ascierto aggiunge: «E’ meglio non esibire troppo le ronde, anche perché pubblicizzare le ronde significa dare occasione a Gallob e soci di creare problemi di ordine pubblico e quindi di distogliere poliziotti e carabinieri dai loro compiti istituzionali». Anche l’onorevole di An, tuttavia, non se la sente si dire che le ronde stasera non ci saranno. Occhio, dunque.

Anche perché se stasera qualcuno starà in giro per la città in cerca di delinquenti o presunti tali da segnalare a polizia e carabinieri, qualcun altro potrebbe mettersi in cerca di chi cerca i delinquenti. Comunque sia, senza Mazzetto o Ascierti vari, l’effetto mediatico non sarà garantito. Tanto più se stasera, proprio stasera, si metterà a piovere proprio nell’orario di ronda.

Che accadrà, dunque?
«In questi giorni il numero dei volontari è cresciuto - spiega Conte - a livello locale alcuni volontari sono stati contattati. L’iniziativa va avanti».

«Il tempo della divulgazione è finito - aveva detto Conte ieri - Ora c’è una pausa di riflessione, di comunicazione più radicata nel territorio. Adesso c’è la gente che ci chiama e ci chiede come può collaborare e partecipare ai presidi perché ne ha sentito parlare, ne ha letto sui giornali, e li condivide. Il nostro impegno per la sicurezza e contro la criminalità continua in modo diverso. Stasera intanto ci sarà un convegno su questi temi a Rubano. Poi, certo, alcuni daranno vita a presidi del territorio, a Cadoneghe per esempio, a Rubano stessa, forse anche a Padova. Sono i cittadini stessi comune per comune che adesso si organizzano, a volte in accordo con i sindaci, come a Cittadella. I Disobbedienti? Creano solo disturbo alle forze dell’ordine, e noi vogliamo collaborare. Quindi non sapranno più dove andiamo e cosa facciamo».

 
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