VENGONO DERUBATI, SI «ARRUOLANO» NELLE RONDE
Raffica di furti nel fine settimana ai danni di vetture lasciate in sosta a Montegrotto Terme, in una zona che non era presidiata dai volontari
Boom di iscrizioni a Vigonza per i pattugliamenti notturni, a Padova si prepara la sorveglianza anche nei quartieri

Gazzettino di Padova del 06.02.2007 - di Riccardo Bastianello

 

 

È un percorso quasi parallelo quello tra malavita organizzata e ronde notturne. Una cartina di tornasole che descrive chiaramente l'insofferenza e la voglia di riscatto dei cittadini di Montegrotto Terme. Non si è lasciata intimorire dai "rangers" la malavita nel bacino termale. Ogni fine settimana si continuano infatti a registrare furti in abitazione o nelle auto della zona. E ogni lunedì puntualmente si contano nuovi "arruolati" nelle ronde notturne volute dal primo cittadino di Montegrotto.
Invece di gettare in cattiva luce i pattugliamenti, la serie di furti che nella notte tra sabato e domenica ha colpito ben dieci auto ha aiutato a fare proseliti. Sono state diverse infatti le persone che, dopo essersi trovate l'auto ripulita, ieri mattina sono andate in Municipio a Montegrotto a rimpolpare le fila dei "rondisti". Le persone in questione si trovavano al Cineplex di Due Carrare sabato sera. Ma mentre si stavano godendo tranquillamente il film nel multisala, qualcuno si stava adoperando per ripulire le loro due auto. All'uscita dal cinema l'amara sorpresa. Questa volta però, stanchi di subire, stanchi di sentirsi impotenti non si sono limitati alla solita denuncia contro ignoti. Per loro il furto di sabato sera è stata una chiamata. «È inutile lamentarsi e basta, qui bisogna fare qualcosa di concreto», è stato il loro primo pensiero.Eroismo o esasperazione che sia, sta di fatto che i furti avvenuti nella notte tra sabato e domenica hanno sortito effetti che difficilmente si potevano prevedere. Ma ciò che dà da pensare è che non si è trattato di una sfortunata disavventura.
A pochi centinaia di metri di distanza infatti, nel parcheggio del ristorante "Da Nicola" sono state addirittura sette le auto prese di mira dai malviventi. Quello delle auto forzate sta diventando insomma un fenomeno sempre più diffuso nei parcheggi dei ristoranti e delle trattorie dei colli e della zona termale. E nella stragrande maggioranza dei casi i proprietari delle autovetture ripulite si rifiutano addirittura di sporgere denuncia ai carabinieri, persuasi della completa inutilità di una "denuncia contro ignoti"
A Vigonza, comune della cintura a nord-est di Padova, invece, l'esperimento dei pattugliamenti notturni messo in atto venerdì scorso ha riscontrato così tanto successo tra la gente che molti cittadini si sono presentati al gazebo allestito dalla Lega Nord, per "arruolarsi" nelle ronde. Ecco dunque che l'iniziativa "Vigonza sicura" sarà ripetuta anche nel prossimo fine settimana. Tuttavia in questa occasione gli organizzatori delle ronde, Lega Nord, Fi, An e civica Vigonza Viva in prima fila, hanno deciso di tenere segreti sia gli orari dei turni di uscita sia le strade da pattugliare. Proprio per non dar modo ai malintenzionati di venire in possesso anticipatamente delle informazioni vitali. Domani sera gli organizzatori si ritroveranno per pianificare le squadre di sorveglianza.
Intanto, a Padova, sono state preannunciate ronde per venerdì sera e sabato pomeriggio al quartiere Guizza, lanciate dal consigliere di quartiere di Alleanza Nazionale Gabriele Bernardi , che dichiara di averlo fatto per monitorare il territorio e per aiutare a dare una risposta, concreta, sul versante della sicurezza ad un quartiere che negli ultimi mesi è stato attraversato da fenomeni quali il bullismo e le baby gang. Ieri, proprio tra chi alla Guizza vive o lavora, le opinioni raccolte erano contrastanti. «Pur ammirando lo spirito di volontariato che anima i cittadini che le promuovono - dice don Egidio, parroco della chiesa di Santa Teresa, il rione che un settimanale nazionale qualche mese fa aveva ribattezzato quale nuovo "bronx" di Padova - io credo che certe azioni dovrebbero essere prerogativa delle istituzioni, che comunque il loro dovere già lo fanno».

 
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