«RONDE? BASTANO I POLIZIOTTI DI QUARTIERE»
Alla Guizza sono commercianti e residenti sono tutti contrari ai volontari della sicurezza nel quartiere divenuto alla ribalta per la baby-gang
Don Egidio: «Ci sono già due agenti che pattugliano la zona e non certo per fare multe alle auto in sosta»

Gazzettino di Padova del 06.02.2007 - di M.B.

 

 

Sono state preannunciate per venerdì sera e sabato pomeriggio, ma chi abita e vive il quartiere Guizza, cosa pensa delle ronde? Iniziativa da bocciare o da osservare con favore e alla quale magari anche unirsi?

Chi l'ha lanciata, nel caso specifico il consigliere di quartiere di Alleanza Nazionale, Gabriele Bernardi, dichiara di averlo fatto per monitorare il territorio e per aiutare a dare una risposta, concreta, sul versante della sicurezza ad un quartiere che negli ultimi mesi è stato attraversato da fenomeni quali il bullismo e le baby gang: su tutte quella "guidata" da Dennis.

Ieri, proprio a chi alla Guizza vive o lavora, abbiamo chiesto cosa ne pensasse delle ronde?

«Pur ammirando lo spirito di volontariato che anima i cittadini che le promuovono - risponde don Egidio, parroco della chiesa di Santa Teresa, il rione che un settimanale nazionale qualche mese fa aveva ribattezzato quale nuovo "bronx" di Padova - io credo che certe azioni dovrebbero essere prerogativa delle istituzioni, che comunque il loro dovere già lo fanno».

«Ci sono già due poliziotti di quartiere - ricorda don Egidio - che il sabato pattugliano la zona e non sono qui certo per mettere le multe. Io comunque con i ragazzi ho un ottimo rapporto, lo stesso Dennis è venuto a salutarmi subito dopo essere uscito dal carcere dicendomi di avere compreso molte cose. Più che di ronde, i giovani hanno bisogno di essere seguiti e penso che questo lo stiamo facendo, sia in parrocchia, ma anche grazie al lavoro di quattro animatori di strada vicini ai ragazzi».

Davanti alla chiesa c'è il supermercato Alì, che all'ora di pranzo è un andirivieni di persone. Valentino viene dalla Romania, abita in un edificio accanto alla chiesa, ce lo indica con la mano.

«Cosa penso delle ronde - replica in un italiano quasi perfetto -? Che vanno bene, sono positive; magari in questa maniera la delinquenza si sposta altrove. La cosa importante è fermare chi fa cavolate».

Diverso è il parere invece del gestore dell'edicola aperta di fronte al negozio.
«A mio avviso - spiega l'edicolante - le ronde non servono proprio a niente, specie se l'obiettivo è quello di arginare le baby gang. Penso certi ragazzi avrebbero più che altro bisogno di esempi forti e importanti a cui guardare e da cui imparare. E poi comunque ora il clima che si respira nel quartiere è tranquillo».

Pensiero che però non trova conferme qualche metro più avanti.
«La situazione alla Guizza, dal punto di vista della sicurezza - racconta il giovane gestore della tabaccheria di piazzale Cuoco - è sempre più difficile; forse qualcuno sta aspettando che succeda il fatto grave, quello da prima pagina, prima di intervenire in maniera decisa. Delle ronde dico che vanno bene, è da chiedersi semmai perché i cittadini abbiano avvertito la necessità di organizzarle. Non credo sia solo propaganda politica, ma la sensazione di non sentirsi tutelati a casa propria. E questo dovrebbe far riflettere, davvero».

 
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