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ASCIERTO LA SPUNTA SU DRAGO E DIVENTA PRESIDENTE PROVINCIALE
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È Filippo Ascierto il nuovo presidente provinciale di Alleanza nazionale. Con 250 voti di scarto l'ex “commissario” lascia al palo l'altro candidato: l'attuale presidente dell'Arpav Andrea Drago. «Ho vinto anche se contro di me avevano schierato tutta l'armata imperiale al gran completo», il metaforico commento a caldo di Ascierto. Convinto che alla base delle 920 preferenze ricevute (contro le 670 del siciliano Drago) abbiano contribuito soprattutto le parole d'ordine da lui scelte per la battaglia congressuale alla sala Carraresi della Fiera: «Fin dall'inizio ho voluto chiarire quali erano i due comandamenti legati al mio mandato: giovani e passione politica», specifica il neo presidente provinciale. Che non risparmia critiche ai perdenti, la corrente dei cosiddetti “amminis tratori”. «Al contrario di loro ho capito l'importanza di un approccio politico e non di stampo amministrativo - spiega il deputato del centrodestra - ovvero ha pagato non solo il mio radicamento sul territorio, ma anche l'attività politica che svolgo ogni giorno, cioè il mio stare in mezzo alla gente e ai loro problemi». L'elezione del parlamentare campano pone fine al lungo commissariamento dell'universo padovano di Alleanza nazionale. Una mossa che era stata caldeggiata personalmente dal presidente nazionale Gianfranco Fini la scorsa primavera, quando il numero uno di An aveva “solle vato” dall' incarico l'ex presidente provinciale, l'attuale consigliere comunale Gabriele Zanon (precedentemente sfiduciato alla fine di aprile). Ma la nomina di Ascierto chiude anche gli accesi scambi di battute al vetriolo tra i due candidati alla carica provinciale. Screzi e schermaglie di ogni tipo, avvenuti nel pomeriggio di sabato scorso, durante la seduta di esordio del congresso dell'ala destra della Cdl. Quando ripetute allusioni alle “sponde” politiche dei concorrenti alla carica provinciale (soprattutto all'appoggio dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Massimo Giorgetti al “finiano” Drago, e all'opposto sostegno fornito dal consigliere regionale Raffaele Zanon al più populista Ascierto) hanno preso il sopravvento rispetto al dibattito sulle linee programmatiche delle anime locali del partito. E la significativa partecipazione di ieri fatto tirare un sospiro di sollievo (stavolta bipartisan) all'intero stato maggiore padovano di An. Preoccupato per una partenza in sordina, dato evidenziato dalla quasi totale assenza dei 3mila iscritti “padovani ” di An. A sentire Ascierto la sua vittoria ha il sapore doppio. «Quando tutti gli amici hanno deciso di coalizzarsi potevo scegliere di accodarmi a loro oppure no - racconta Ascierto - ho scelto la seconda opzione, e i risultati mi hanno dato ragione». Dichiarazione
che ad alcuni colleghi di partito suona come un'autocelebrazione, ma
di difficile smentita: lo zoccolo duro degli iscritti di An ha convogliato
il grosso delle preferenze attorno al suo nome. Preferendo lui all'ex
presidente dell'Ater Drago. Un uomo di provata fede alla causa di An,
spiegano. Ma forse un po' troppo legato alla giunta di palazzo Balbi. |
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