«UN’OCCASIONE PERDUTA, TROPPI VELENI»
LO SCONFITTO

Mattino di Padova del 05.03.2007 - di l.b.

 

 

«E’ stato un iter travagliato quello della formazione del nostro gruppo. Ci abbiamo provato, avevamo un progetto nuovo, è un peccato che il partito non abbia saputo cogliere gli aspetti nuovi illustrati durante il congresso. Adesso auguro a Filippo Ascierto buon lavoro».

E’ pacato Andrea Drago, lo sconfitto del congresso. Il suo nome è uscito fuori quando Cortelazzo ha ritirato la sua candidatura, a pochi giorni dal voto, nel tentativo di rafforzare lo schieramento messo in campo dal coordinatore regionale Giorgetti e dal senatore Maurizio Saia. Ma non è bastato.

«Sarei stato il primo presidente provinciale di provenienza non missina», spiega Andrea Drago, «e questo avrebbe avuto un significato importante per il partito, anche in vista del suo sviluppo, della sua difficile trasformazione verso il partito unico della destra.

Purtroppo, alla luce del dibattito a cui abbiamo assistito, un dibattito velenoso, credo che il partito sia ridotto a un cumulo di macerie, un partito da ricostruire con grande impegno e attenzione. Sarà compito di Ascierto, e quasi quasi è un compito che gli lascio con un certo sollievo perchè il congresso ha espresso posizioni non solo velenose, ma anche poco costruttive, troppo incentrate sulla polemica personale».

E continua: «Avessi vinto avrei cominciato a lavorare ad un progetto di partito nuovo, perchè come avevo detto già prima del congresso, questa città viene da anni di lotte intestine che non fanno bene al partito e non gli permettono di crescere». Infine una battuta sulla leadership regionale: «Questo voto deve far riflettere per forza di cose Giorgetti, perchè l’assetto regionale del partito e il suo equilibrio rischiano di andare in crisi».

 
www.an-pd.com