ESECUTIVO IN «CONCLAVE» VIA AI CONGRESSI DI AN
Mattino di Padova del 05-01-2007
- di e.m.

 

 

Sabato 13 gennaio, tutti in «conclave»: un’intera giornata di discussione attende l’intero esecutivo di Alleanza nazionale, insieme ai big del partito. Comincia così la stagione congressuale, destinata a marzo a chiudere il commissariamento-bis della Federazione. E le grandi manovre sono già cominciate, anche se gli aspiranti candidati alla presidenza provinciale restano al coperto.

Giusto ieri Enrico Pavanetto, coordinatore regionale di Azione giovani, ha preso posizione con una «lettera aperta» che prende spunto da Marcello Veneziani e si assesta nella trincea della tradizione di destra. «Il percorso riformatore voluto da Fini è emblematico: il cantiere si è aperto senza una discussione interna, le svolte hanno avuto un carattere cesaristico. Così molti elettori ed iscritti hanno percepito non una centralità della destra, ma una destra di centro» si legge.

Filippo Ascierto, deputato-commissario di An, anticipa così il dibattito interno ad An: «Siamo una destra moderna ed europea, che a Padova vuol dire la sua fino in fondo nella Casa delle libertà e insieme essere punto di riferimento nell’opposizione alla giunta Zanonato». I numeri sono confortanti: iscritti a quota 2.100 in 54 circoli con l’apertura dei nuovi nella Bassa e nel Piovese. An conta su due parlamentari e altrettanti consiglieri in Regione, quattro sindaci (Montegrotto, Fontaniva, Teolo e Correzzola) e due assessori in Provincia.

I riflettori restano puntati su Padova, dove alle Politiche i consensi hanno cancellato lo smacco delle Comunali 2004. La “traccia” del documento congressuale rilancia il ruolo di An, partito dell’«integrazione nella legalità» attento alle categorie produttive senza dimenticare la «sanità efficace ed efficiente» o il termalismo.

Politicamente, Ascierto è netto: «Sostengo la conferma di Giorgetti a coordinatore regionale. E voglio un partito radicato e forte. Da commissario, fra il 1998 e il 2001, ho imparato che si può trovare il modo di sintetizzare unitariamente tutte le realtà di partito. Mi piacerebbe poter replicare nell’assise di marzo». Più che un candidato alla presidenza, il commissario della Federazione disegna l’identikit del suo successore alla guida di Alleanza nazionale: «In tutta franchezza, mi sembra difficile poter immaginare al vertice del partito qualcuno già impegnato in rilevanti e delicati incarichi oppure che si limita a stare dietro ad una scrivania. Serve chi sa lavorare dieci volte più di un militante, galvanizzando tutti e offrendo un punto di riferimento anche a chi si limita a votarci. Un presidente che sia interlocutore valido nei confronti del centro-destra».

Dunque, un congresso «vero». Tanto più che, fin dai circoli, si sceglie direttamente anche in funzione del nuovo vertice veneto di An. L’esecutivo in «conclave» servirà a misurare leadership e componenti. Archiviata l’epoca dello scontro fra Raffaele Zanon e Maurizio Saia, si profila se mai una ingombrante «candidatura di bandiera» in grado di complicare lo scenario unitario. Ma Ascierto sembra perfino pronto a difendere in prima persona il «partito diverso» che anche a Padova sta mettendo radici.

 
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