«UN TAVOLO DI LAVORO CONGIUNTO PER COMBATTERE IL DEGRADO»
VIA ANELLI. LETTERA APERTA AL SINDACO DAI CONISIGLIERI DI CENTRODESTRA

Mattino di Padova del 03.02.2007 - di M.D.

 

 

Con una lettera aperta al sindaco e al centrosinistra, i consiglieri Domenico Menorello, Tommaso Riccoboni e Giampiero Avruscio (Fi), Maurizio Saia (An), Antonio Foresta (Udc) e Mariella Mazzetto (Lega Nord), hanno chiesto un tavolo congiunto "per essere compatti contro il degrado". Oggetto del confronto, fissato per venerdì 9 febbraio, alle 11, nella sala gruppi di palazzo Moroni, l'azione di bonifica in via Anelli, con gli sgomberi previsti e la riqualificazione della zona.

Tema che ha visto nei giorni scorsi duri scontri tra l'Amministrazione comunale di Padova e quella Regionale. Quest'ultima, con un accordo di programma siglato nel 2003 con il Comune patavino e l'Ater, destinava ingenti risorse, in termini economici e di alloggi, per la bonifica del "bronx". Il tutto assicurando però il controllo pubblico sulle nuove strutture edilizie, per inibire sul nascere gli appetiti di speculatori senza scrupoli, pronti a fornire un appoggio logistico a spacciatori e sfruttatori in cambio di cifre da capogiro, a scapito dei proprietari onesti e della zona, che rischierebbe la ricaduta nel degrado.

«Il centrosinistra ha sempre rifiutato un confronto, come pure si è sottratto al tavolo di concertazione chiesto da Galan - dice Menorello - La Regione altro non vuole che tre cose: che lo sgombero delle palazzine avvenga prima possibile, nell'assoluta trasparenza, con dei vincoli di residenza alla proprietà. Vogliamo capire in quale aspetto il centrosinistra non ci condivide».

Si parla di tavolo, dunque, ma i toni dell'invito sono davvero forti, a tratti rabbiosi. Sotto accusa il "concorso di idee" proposto dal centrosinistra, che fa "sospettare si vogliano eludere i vincoli", mentre Foresta dichiara senza mezzi termini, che il metodo ipotizzato «mi ricorda l'iter per realizzare il nuovo Auditorium, dove alla fine abbiamo visto i soliti amici degli amici. Servono regole chiare».

Per bocca di Saia il centrodestra sottolinea con forza che «le case messe a disposizione dell'Ater sono di proprietà della Regione, senza la quale non ci sarebbe stato e non ci sarà alcun sgombero» e che gli alloggi in questione sono oggetto di per graduatorie nelle quali molti cittadini sono in lista da tanto tempo.

«Per combattere il disagio sociale - spiega Riccoboni - serve una procedura urbanistica: non una semplice variante, ma lo strumento dell'accordo di programma che, in questo caso, individua l'elemento fondamentale: il vincolo dell'obiettivo pubblico».Dito puntato sul freno "della chiusura" quello della Mazzetto: «Mentre la sinistra aggredisce con i suoi soliti modi - dice - ci sono in Regione 10milioni di euro pronti per la bonifica, che Zanonato non vuole per pura ideologia».

E alla luce di questo, Avruscio conclude: «La Regione non può stare a guardare. Non può finanziare un'operazione del genere, senza avere garanzie di un futuro diverso per la città di Padova».

 
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