FERRERO: NOMINA DELLA RONCONI ILLEGITTIMA
Il ministro ammette: l’ex br interdetta dai pubblici uffici
L’esponente del Prc: abbiamo un problema amministrativo e uno politico. Accetto la doppia sconfitta sugli anni di piombio
Mattino di Padova 02-03-2007

 

 

Una nomina «illegittima» perché Susanna Ronconi risulta interdetta dai pubblici uffici. E’ questa la motivazione che ha portato il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero a ritirare la partecipazione alla consulta sulle tossicodipendenze dell’ex br Susanna Ronconi, che partecipò all’assalto alla sede dell’Msi di via Zabarella che costò la via a Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci.

L’annullamento della nomina però è avvenuto dopo l’apertura di un’indagine da parte della procura di Roma nei confronti del ministro: l’esposto era stato presentato dall’avvocato padovano Piero Mazzola, figlio di Giuseppe.

«La nomina risulta illegittima in quanto Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la consulta, pur non dando luogo ad alcuna forma di remunerazione dei propri membri, partecipa all’iter formativo della decisione della pubblica amministrazione», spiega un comunicato emesso dal ministero della Solidarietà sociale.

Parla di una sua personale sconfitta, quindi, Paolo Ferrero, esponente di Rc nell’esecutivo guidato da Romano Prodi: «Abbiamo un problema politico ed uno amministrativo. Sul piano politico dopo le accuse ricevute, Susanna Ronconi si è dimessa. Dimissioni che ho accettato», commenta il ministro.

«Sul piano amministrativo c’era una questione relativa alla legittimità dell’atto, questione che ieri abbiamo chiuso».

Ferrero auspica una discussione pacata e seria sugli «anni di piombo» e «su come si possa far sì che chi ha sbagliato nella propria vita possa invece oggi essere testimone di un cambiamento e della possibilità di impegno sociale».

Numerose le reazioni.

Maurizio Gasparri di An, da sempre feroce oppositore della nomina di Ronconi, punta il dito contro Ferrero: «A questo punto un ministro che ammette di aver fatto un atto illecito si deve dimettere» afferma, e preannuncia una mozione di sfiducia. L’ex brigatista, dal canto suo, non condivide l’analisi di Ferrero: «La Consulta non è un pubblico ufficio, gli articoli del codice penale definiscono che un pubblico ufficio è un organismo che può certificare qualcosa o decidere qualcosa in nome di una pubblica amministrazione, e la Consulta non lo è, ma è solo un gruppo consultivo», afferma la Ronconi.

L’ex brigatista incassa il sostegno di un altro ex terrorista di Prima Linea, Sergio Segio, che parla di «una sconfitta per tutti» e di Franco Corleone che condivide con lei l’esperienza dell’associazione «Forum droghe»: «le sue dimissioni - dice Corleone - sono una lezione di stile rispetto alla volgarità di una campagna montata per mesi».

«Con le sue dimissioni dalla Consulta sulle tossicodipendenze Susanna Ronconi ha preso atto del clima di ingiustificato linciaggio seguito alla sua nomina e ha reagito con la serietà e il senso di responsabilità che la distinguono», conclude il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena.

 
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