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LO STORICO SI APPELLA AI CONDOMINI DI VIA ZABARELLA "CONCEDETE LA
FACCIATA"
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Un libro che in questi giorni ha riaperto il dibattito sull’opportunità di attaccare al muro del palazzo la targa commemorativa che, per volere del condominio, fu posta su un palo a cinque centimetri dall’edificio. Il mea culpa del Manifesto? Il giorno dopo l’omicidio il quotidiano comunista titolò: “C’è il sospetto che si siano ammazzati tra loro”. Ora, a trentadue anni di distanza, Andrea Colombo recensendo il libro sul quotidiano di via Tomacelli ammette senza tanti problemi l’errore. "In quell’occasione il dubbio non sfiorò un numero ragguardevole di intellettuali e padri della patria, che non esitarono un attimo ad abbracciare la tesi della faida tra fascisti -scrive-. Se due neofascisti vengono trovati uccisi (Padova, 1974) con tanto di colpo di grazia, e sul luogo del delitto non vengono rintracciate armi, è arduo ipotizzare che si siano vicendevolmente assassinati”. Da qui la certezza della pista “fascista” dell’omicidio. Accoglie con soddisfazione la “Canossa” del quotidiano comunista lo storico Angelo Ventura da sempre nemico giurato della sinistra extraparlamentare (fu vittima di un’aggressione autonoma) e assai critico nei confronti delle indulgenze nei confronti del terrorismo. “Per anni ho combattuto contro chi parlava di “compagni che sbagliano” -commenta-.Finalmente anche quelli del Manifesto implicitamente mi danno ragione”. Ventura affronta poi l’affaire Mazzola-Giralucci. "Troverei opportuno che chi abita nel palazzo dove furono uccisi i due missimi concedesse la facciata dello stabile per affiggere la targa commemorativa, non bisogna dimenticare che loro furono le prime vittime delle Brigate Rosse -conclude-. Detto
questo però non vorrei che tutto questo spolverone fosse funzionale
a una campagna revisionistica, in atto ormai da troppo tempo, finalizzata
a mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo”. |
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