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Mazzola
e Giralucci, dibattito sulla targa
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Un appello commosso partito dopo che Luca Telese, cronista parlamentare del Giornale, ha fatto del caso <Mazzola e Giralucci> uno dei capitoli del suo prossimo libro dedicato alle vittime di destra degli anni di piombo. Un appello che, per il momento, deve scontrasi con il < muro di gomma> dei diretti interessati. A farsi <portavoce del silenzio> è l’amministratore del palazzo Lino Bellavere che prima fa sapere che: <Il problema non riguarda il palazzo, la targa è apposta su un palo per cui non è di nostra competenza>. Poi, in un secondo momento si trincera dietro i regolamenti: < Il ragioniere ha detto di riferire che la legge sulla privacy su questo è molto chiara,l’amministratore di un palazzo non può riferire nulla delle decisioni prese dai condomini> spiega la sua segreteria. Una chiusura totale che va nella direzione diametralmente opposta rispetto all’appello del figlio di Giuseppe Mazzola che chiedeva di <superare qui cinque centimetri che dividono la targa dal muro del palazzo. Cinque centimetri che pesano nella memoria della città come un masso di cinque tonnellate>. Ora
l’unica speranza è che a squarciare il velo di silenzio
sia chi abita nel condominio che del tema hanno già iniziato
ad occuparsi. Almeno loro non l’obbligo di attenersi alla <regola
del silenzio>. |
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