Le
sorti di Luca Bellotti sono appese ad un filo in questo ponte pasquale.
In attesa che ci siano sorprese positive in vista di un suo ritorno
al Parlamento. Le voci che si rincorrono però tra i corridoi
di Alleanza Nazionale non sembrano essere incoraggianti, soprattutto
perché in Veneto è stato perso un seggio. Non solo. Gli
accordi preelettorali, nella lista di Bellotti, posizionato al settimo
posto, tolto Gianfranco Fini capolista, prevedevano che il sottosegretario
Adolfo Urso, candidato in Veneto 1 e Veneto 2, optasse per l'elezione
in Trentino, Alberto Giorgetti, segretario regionale per Veneto 2, Elena
Donazzan, assessore regionale dovesse rinunciare, per lasciar spazio
a Giorgio Conte, Filippo
Ascierto e lo stesso Bellotti. Tutto calcolato insomma. Invece il
quarto seggio è saltato e le intese sono tornate sul tavolo della
trattativa.
Il
colpo di scena è arrivato proprio dal Trentino dove An sembra
non voler perdere il seggio e anzi farlo rappresentare da un candidato
locale, peraltro appoggiato da Gasparri e La Russa (escludendo quindi
Urso). Bellotti invece, da sempre in quota ad Alemanno, potrebbe essere
sacrificato in favore di un altro uomo del ministro all'agricoltura
candidato in Veneto 2. Al di là dei giochi ad incastro, basti
dire però che anche l'onorevole polesano, a prescindere dall'exploit
del partito a livello provinciale e dal fatto che la federazione di
Rovigo è la prima in regione in termini di consensi, è
in balia di una battaglia di potere tra le correnti interne che passa
sopra alla sua testa. Ma c'è già chi nel partito attribuisce
a qualcun altro questa situazione di incertezza.
E
non poteva che essere Isi Coppola, colei che difficilmente si vede nella
sede di piazza Garibaldi ma che c'è e fa sentire tutto il suo
peso politico. Già perché, dall'analisi dei risultati,
non è sfuggito che in Basso Polesine, roccaforte dell'assessore
regionale, Alleanza Nazionale abbia perso consensi, provocando forse
la perdita di quel seggio veneto (per 400 voti) che ha messo a rischio
la posizione di Bellotti. Si è verificato infatti né più
né meno quello che è accaduto in Forza Italia. I voti
sarebbero stati dirottati al candidato azzurro alla Camera Giuseppe
Fini, anch'egli deltino di Taglio di Po, più vicino alla politica
della Coppola che non a quella di Marangon in effetti. E sono ancora
una volta i numeri a confermare lo spostamento di consensi.
L'anno
scorso, con la Coppola candidata alle regionali, An a Taglio di Po aveva
conquistato il 15,90% (725 voti), perdendo circa il 4% alle politiche
di quest'anno con un 10,64% alla Camera (639 voti). Lo stesso vale per
Rosolina dove il partito l'anno scorso era al 29,93 (1040), mentre oggi
è scesa al 13,08 dimezzando praticamente i voti (591). Sbalorditivo
invece l'esito di Forza Italia, che a Taglio di Po è passata
dal 24,12% (1100 voti) del 2005 al 30,45% (1829) delle politiche e a
Rosolina dal 17,64% (613 voti) al 32,63% (1474) di quest'anno.
Una
manovra non casuale, dicono in An, per delegittimare Luca Bellotti che,
nel caso non fosse eletto al Parlamento, rischierebbe di perdere anche
la leadership del partito, restando la Coppola l'unico riferimento politico
e istituzionale.