Bellotti rischia il posto e la leadership
POLITICHE Le sorti dell’onorevole appese agli equilibri interni di An. Dito puntato sullo spostamento di voti in Basso Polesine a favore di Forza Italia

Gazzettino di Padova del 16.04.2006 - di Federica Broglio

 

 

Le sorti di Luca Bellotti sono appese ad un filo in questo ponte pasquale. In attesa che ci siano sorprese positive in vista di un suo ritorno al Parlamento. Le voci che si rincorrono però tra i corridoi di Alleanza Nazionale non sembrano essere incoraggianti, soprattutto perché in Veneto è stato perso un seggio. Non solo. Gli accordi preelettorali, nella lista di Bellotti, posizionato al settimo posto, tolto Gianfranco Fini capolista, prevedevano che il sottosegretario Adolfo Urso, candidato in Veneto 1 e Veneto 2, optasse per l'elezione in Trentino, Alberto Giorgetti, segretario regionale per Veneto 2, Elena Donazzan, assessore regionale dovesse rinunciare, per lasciar spazio a Giorgio Conte, Filippo Ascierto e lo stesso Bellotti. Tutto calcolato insomma. Invece il quarto seggio è saltato e le intese sono tornate sul tavolo della trattativa.

Il colpo di scena è arrivato proprio dal Trentino dove An sembra non voler perdere il seggio e anzi farlo rappresentare da un candidato locale, peraltro appoggiato da Gasparri e La Russa (escludendo quindi Urso). Bellotti invece, da sempre in quota ad Alemanno, potrebbe essere sacrificato in favore di un altro uomo del ministro all'agricoltura candidato in Veneto 2. Al di là dei giochi ad incastro, basti dire però che anche l'onorevole polesano, a prescindere dall'exploit del partito a livello provinciale e dal fatto che la federazione di Rovigo è la prima in regione in termini di consensi, è in balia di una battaglia di potere tra le correnti interne che passa sopra alla sua testa. Ma c'è già chi nel partito attribuisce a qualcun altro questa situazione di incertezza.

E non poteva che essere Isi Coppola, colei che difficilmente si vede nella sede di piazza Garibaldi ma che c'è e fa sentire tutto il suo peso politico. Già perché, dall'analisi dei risultati, non è sfuggito che in Basso Polesine, roccaforte dell'assessore regionale, Alleanza Nazionale abbia perso consensi, provocando forse la perdita di quel seggio veneto (per 400 voti) che ha messo a rischio la posizione di Bellotti. Si è verificato infatti né più né meno quello che è accaduto in Forza Italia. I voti sarebbero stati dirottati al candidato azzurro alla Camera Giuseppe Fini, anch'egli deltino di Taglio di Po, più vicino alla politica della Coppola che non a quella di Marangon in effetti. E sono ancora una volta i numeri a confermare lo spostamento di consensi.

L'anno scorso, con la Coppola candidata alle regionali, An a Taglio di Po aveva conquistato il 15,90% (725 voti), perdendo circa il 4% alle politiche di quest'anno con un 10,64% alla Camera (639 voti). Lo stesso vale per Rosolina dove il partito l'anno scorso era al 29,93 (1040), mentre oggi è scesa al 13,08 dimezzando praticamente i voti (591). Sbalorditivo invece l'esito di Forza Italia, che a Taglio di Po è passata dal 24,12% (1100 voti) del 2005 al 30,45% (1829) delle politiche e a Rosolina dal 17,64% (613 voti) al 32,63% (1474) di quest'anno.

Una manovra non casuale, dicono in An, per delegittimare Luca Bellotti che, nel caso non fosse eletto al Parlamento, rischierebbe di perdere anche la leadership del partito, restando la Coppola l'unico riferimento politico e istituzionale.

 
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