Soddisfatti per il risultato padovano, perplessi per
il voto all'estero. E' lo stato d'animo dei dirigenti di An che ieri
hanno fatto il bilancio del consenso raccolto dal partito di Fini. «An
ha dimostrato di essere un partito in crescita - spiegava dati alla
mano il coordinatore provinciale, Raffaele
Zanon - alla media di europee e regionali (9,5%) abbiamo aggiunto
altri quattro punti percentuali superando il 13 per cento provinciale.
Risultato eccezionale ma non miracolistico, i voti non ci sono piovuti
addosso: abbiamo saputo lavorare in squadra con impegno puntando sui
temi che hanno contraddistinto il lavoro dei nostri rappresentanti a
tutti i livelli».
Secondo Filippo
Ascierto, che dovrebbe essere riconfermato parlamentare, particolarmente
premiata è stata la politica per il rispetto della legalità
che ha caratterizzato la politica di An in tutta la provincia. Un esempio
su tutti, la performance di Vigodarzere dove il consenso di An ha superato
il 13 per cento sulla scia dell'attivismo del coordinatore di Azione
giovani, Enrico
Pavanetto, che ha triplicato i voti andati al partito in occasione
delle ultime amministrative comunali.
«Abbiamo issato il tricolore dovunque ci fosse
il segno di un arrestramento della legge italiana - spiegava ieri
Ascierto - la gente ha capito: la campagna che io personalmente
ho condotto per una attenzione sulla presenza degli zingari a Bruggine
ha ripagato An con un raddoppio dei voti incassati dal nostro partito
nella saccisica. In città siamo cresciuti anche grazie alla costante
attenzione mia e di Maurizio Saia a livello nazionale e di Raffaele
Zanon in Regione sulla questione di via Anelli».
Particolarmente critici Ascierto e Zanon sulla vicenda
del voto degli italiani all'estero, che secondo il parlamentare andrebbe
riconsiderato nell'aspetto della fedeltà dei candidati, molto
attentamente sia dai vertici regionali che nazionali della Casa delle
libertà. Riguardo a Padova, Saia
ha sottolineato quelli che sono i punti nell'agenda politica cittadina
di An nei prossimi mesi.
«I cittadini devono sapere che non li lasceremo
soli - commentava il neo senatore - continueremo a contrastare
l'attuale amministrazione sui temi della chiusura del centro, sulla
situazione di degrado di via Anelli e sul rischio che nuovi ghetti nascano
in città».