"Il signor Pallaro, quale rappresentante dei
veneti nel mondo, dovrebbe considerare l'apprezzamento nei confronti
del Governo Regione che i veneti hanno sonoramente dimostrato con il
voto. È troppo comodo, direi che non è nè serio
nè responsabile e assolutamente da opportunisti, definirsi pronti
a sostenere qualsiasi governo, è questo un atteggiamento figlio
della peggior condotta politichese che evidentemente è stato
appreso in quelle stanze che il signor Pallaro ha ben, e da molto tempo,
frequentato».
Replica a muso duro l'assessore regionale Elena
Donazzan al padovano Luigi Pallaro, l'emigrato in Argentina eletto
al Senato dagli italiani all'estero.
«Quello che il Veneto ha espresso in queste
elezioni - aggiunge Donazzan - non è solo una massiccio e incontrovertibile
consenso al centrodestra, ma è un vero e proprio blocco sociale
dal quale nessuno e in particolare i suoi rappresentanti possono prescindere.
Mi auguro dunque che il mandato che discende dai voti del Veneto non
venga disatteso e tradito».
«Trovo ingenerose e ingiustificate le critiche
al ministro Mirko Tremaglia dopo il risultato del voto all'estero -
rincara la dose il consigliere regionale di An, Raffaele
Zanon - Nel voto all'estero ha prevalso la politica delle aggregazioni
sindacali e dei patronati che per tanto tempo sono stati gli interlocutori
dei nostri emigranti. La Cdl non ha dato la giusta importanza a questo
voto, tant'è che molti degli eletti, che hanno osannato Tremaglia
in ogni sua visita, sono subito saltati sul carro dei vincitori come
il prode padovano Luigi Pallaro, il quale per molto tempo si è
"spacciato" amico di Tremaglia, di Giancarlo Galan e di altri
autorevoli esponenti del centrodestra che ora lo vedono schierato con
l'Unione.
Ai voltagabbana si aggiungono ora le denunce di irregolarità
che provengono da tante parti del mondo, a dimostrazione dell'imperfezione
della legge elettorale».