Roma- Avanti tutta con il partito unico del centrodestra,
mobilitazione referendaria per la riforma costituzionale, rilancio organizzativo
sul territorio. È il primo esecutivo di Alleanza nazionale dopo
la maratona elettorale che ha premiato lo schema del *tridente* facendo
crescere i consensi della destra in tutta Italia. All’Hotel Jolly
c’è soddisfazione per il risultato (superata la soglia
del 12 per cento) e attesa per l’esito finale dello spoglio, che
potrebbe rimettere in discussione o ridurre ulteriormente la striminzita
maggioranza dell’Unione.
«È andata bene», commentano i dirigenti di via della
Scrofa aspettando l’intervento di Gianfranco Fini tutto puntato
sulla necessità di accelerare le sinergie con gli alleati per
dare vita a una formazione unitaria all’insegna della carte dei
valori comuni. Partito unico e mobilitazione referendaria sono in cima
all’agenda politica di An che esce tonificata dall’appuntamento
con le urne. «Alleanza nazionale — si legge nella nota diffusa
al termine della riunione — conferma il suo impegno sulla strada
della costruzione del soggetto unico del centrodestra di cui è
stata già stabilita una carta dei valori e di cui inizierà
un processo costituente».
L’esecutivo, a sua volta, ha ringraziato il presidente Fini per
il suo impegno in prima persona, la generosità dei militanti
e tutti gli elettori «grazie al quale An si è attestata
ad essere il terzo partito del panorama politico italiano».
Il risultato elettorale conferma la bontà dello schema a tre
punte che ha permesso a ciascun leader di parlare al proprio elettorato
senza *cannibalizzare* i partner. Il sostanziale pareggio - prosegue
la nota diffusa dal portavoce - rappresenta un giudizio positivo sull’operato
del governo di questi cinque anni a fronte di una campagna denigratoria
dell’opposizione. Insieme al count down per le amministrative,
la macchina organizzativa di An è pronta anche per la prossima
battaglia referendaria con l’istituzione di un comitato ad hoc
composto da Viespoli, Saporito, Giorgetti, Nania, Gasparri e Poli Bortone.
Sul fronte interno Fini si impegna a valorizzare al massimo le energie
messe in moto in questi mesi di campagna elettorale promuovendo un rilancio
organizzativo in tutte le realtà locali. Un restyling che non
toccherà l’impianto dell’organigramma che ha dato
un’ottima prova di impegno e di competenza lasciandosi alle spalle
le fibrillazioni correntizie della scorsa estate.
«I consensi ottenuti — osserva Andrea Ronchi — confermano
la giustezza dell’impostazione data a questa campagna elettorale»
all’insegna del porta a porta di città in città,
dell’identità nel rispetto della coalizione. «Questo
risultato di sostanziale pareggio è la prova che milioni di italiani
hanno smentito le previsioni, dando un giudizio positivo del governo
della Casa delle Libertà nel suo complesso». Giudizio sospeso,
per ora, sull’incarico a Romano Prodi che nelle ultime ore ha
dato prova di essere in balìa delle ali estreme dell’Unione,
della Cgil e persino di Al Jazeera.
«Alleanza nazionale ritiene che una corretta e completa conclusione
delle procedure elettorali sia indispensabile per avere certezza sui
risultati, dopo l’esame delle schede contestate», si legge
ancora nel comunicato diffuso al termine del lungo esecutivo mentre
si moltiplicano le denunce sulle operazioni di scrutinio. Chi ha vinto
ha il diritto di governare, ma solo dopo la conferma del successo. Una
volta confermati i dati elettorali, Alleanza nazionale, insieme a tutta
la Cdl, è pronta ad essere partito d’opposizione e fare
la sua parte. Un’opposizione che - hanno scandito tutti gli intervenuti
(Gasparri, La Russa, Urso, Viespoli, Tremaglia, Muscardini) - non farà
sconti al centrosinistra ed evidenzierà passo dopo passo «le
contraddizioni» e la schizofrenia di una coalizione che va da
Clemente Mastella a Vladimir Luxuria, da Francesco Rutelli a Francesco
Caruso.
La necessità di stringere i rapporti con gli alleati di coalizione,
ribadita più volte da Fini, va a braccetto con il rilancio organizzativo
del partito che punta sulle amministrative di maggio per rafforzare
il buon raccolto elettorale delle politiche. Rinviato ad altra sede,
invece, il capitolo dei subentri nella mappa dei collegi: le varie opzioni
verranno vagliate e decise collegialmente con la supervisione di Fini.
Dirigenti di lungo corso e giovani promesse, ministri e amministratori
locali, professionisti, donne e militanti sono pronti a entrare (o rientrare)
nel palazzo della politica dalla porte principale. Il manipolo di senatori
e deputati è pronto a fare la sua parte.