AN RINGRAZIA MILITANTI ED ELETTORI
ORA AVANTI CON IL PARTITO UNICO

Secolo d'Italia del 13.04.2006 - di Gloria Sabatini

 

 

Roma- Avanti tutta con il partito unico del centrodestra, mobilitazione referendaria per la riforma costituzionale, rilancio organizzativo sul territorio. È il primo esecutivo di Alleanza nazionale dopo la maratona elettorale che ha premiato lo schema del *tridente* facendo crescere i consensi della destra in tutta Italia. All’Hotel Jolly c’è soddisfazione per il risultato (superata la soglia del 12 per cento) e attesa per l’esito finale dello spoglio, che potrebbe rimettere in discussione o ridurre ulteriormente la striminzita maggioranza dell’Unione.
«È andata bene», commentano i dirigenti di via della Scrofa aspettando l’intervento di Gianfranco Fini tutto puntato sulla necessità di accelerare le sinergie con gli alleati per dare vita a una formazione unitaria all’insegna della carte dei valori comuni. Partito unico e mobilitazione referendaria sono in cima all’agenda politica di An che esce tonificata dall’appuntamento con le urne. «Alleanza nazionale — si legge nella nota diffusa al termine della riunione — conferma il suo impegno sulla strada della costruzione del soggetto unico del centrodestra di cui è stata già stabilita una carta dei valori e di cui inizierà un processo costituente».
L’esecutivo, a sua volta, ha ringraziato il presidente Fini per il suo impegno in prima persona, la generosità dei militanti e tutti gli elettori «grazie al quale An si è attestata ad essere il terzo partito del panorama politico italiano».
Il risultato elettorale conferma la bontà dello schema a tre punte che ha permesso a ciascun leader di parlare al proprio elettorato senza *cannibalizzare* i partner. Il sostanziale pareggio - prosegue la nota diffusa dal portavoce - rappresenta un giudizio positivo sull’operato del governo di questi cinque anni a fronte di una campagna denigratoria dell’opposizione. Insieme al count down per le amministrative, la macchina organizzativa di An è pronta anche per la prossima battaglia referendaria con l’istituzione di un comitato ad hoc composto da Viespoli, Saporito, Giorgetti, Nania, Gasparri e Poli Bortone. Sul fronte interno Fini si impegna a valorizzare al massimo le energie messe in moto in questi mesi di campagna elettorale promuovendo un rilancio organizzativo in tutte le realtà locali. Un restyling che non toccherà l’impianto dell’organigramma che ha dato un’ottima prova di impegno e di competenza lasciandosi alle spalle le fibrillazioni correntizie della scorsa estate.
«I consensi ottenuti — osserva Andrea Ronchi — confermano la giustezza dell’impostazione data a questa campagna elettorale» all’insegna del porta a porta di città in città, dell’identità nel rispetto della coalizione. «Questo risultato di sostanziale pareggio è la prova che milioni di italiani hanno smentito le previsioni, dando un giudizio positivo del governo della Casa delle Libertà nel suo complesso». Giudizio sospeso, per ora, sull’incarico a Romano Prodi che nelle ultime ore ha dato prova di essere in balìa delle ali estreme dell’Unione, della Cgil e persino di Al Jazeera.
«Alleanza nazionale ritiene che una corretta e completa conclusione delle procedure elettorali sia indispensabile per avere certezza sui risultati, dopo l’esame delle schede contestate», si legge ancora nel comunicato diffuso al termine del lungo esecutivo mentre si moltiplicano le denunce sulle operazioni di scrutinio. Chi ha vinto ha il diritto di governare, ma solo dopo la conferma del successo. Una volta confermati i dati elettorali, Alleanza nazionale, insieme a tutta la Cdl, è pronta ad essere partito d’opposizione e fare la sua parte. Un’opposizione che - hanno scandito tutti gli intervenuti (Gasparri, La Russa, Urso, Viespoli, Tremaglia, Muscardini) - non farà sconti al centrosinistra ed evidenzierà passo dopo passo «le contraddizioni» e la schizofrenia di una coalizione che va da Clemente Mastella a Vladimir Luxuria, da Francesco Rutelli a Francesco Caruso.
La necessità di stringere i rapporti con gli alleati di coalizione, ribadita più volte da Fini, va a braccetto con il rilancio organizzativo del partito che punta sulle amministrative di maggio per rafforzare il buon raccolto elettorale delle politiche. Rinviato ad altra sede, invece, il capitolo dei subentri nella mappa dei collegi: le varie opzioni verranno vagliate e decise collegialmente con la supervisione di Fini. Dirigenti di lungo corso e giovani promesse, ministri e amministratori locali, professionisti, donne e militanti sono pronti a entrare (o rientrare) nel palazzo della politica dalla porte principale. Il manipolo di senatori e deputati è pronto a fare la sua parte.

 
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