Venezia, 12 apr. – “Trovo ingenerose e
ingiustificate le critiche al Ministro Mirko Tremaglia dopo il risultato
del voto all’estero, il più esposto ad irregolarità
nell’ultima tornata elettorale, che a mio avviso richiede opportune
verifiche. Tremaglia è stato per decenni l’alfiere incontrastato
del sacrosanto riconoscimento del diritto di voto dei cittadini italiani
che risiedono in Paesi stranieri, e non possono essere attribuite solo
a lui le colpe di un risultato che non premia la Casa delle Libertà
per la disorganizzazione con cui tutti i partiti del centro-destra hanno
affrontato la campagna elettorale”. Lo dichiara il Consigliere
regionale veneto di Alleanza Nazionale, Raffaele
Zanon, in riferimento alle polemiche nate sui risultati del voto
degli italiani nel mondo.
“Nel voto all’estero ha prevalso la politica
delle aggregazioni sindacali e dei patronati che per tanto tempo sono
stati gli interlocutori dei nostri emigranti – prosegue Zanon
– La CdL, a mio avviso, non ha dato la giusta importanza a questo
voto, tant’è che molti degli eletti, che hanno osannato
Tremaglia in ogni sua visita, sono subito saltati sul carro dei vincitori
come il prode padovano Luigi Pallaro, il quale per molto tempo si è
‘spacciato’ amico di Tremaglia, di Giancarlo Galan e di
altri autorevoli esponenti del centro-destra che ora lo vedono schierato
con l’Unione.
Ai voltagabbana – conclude l’esponente
veneto di An – si aggiungono ora le denunce di irregolarità
che provengono da tante parti del mondo, a dimostrazione dell'imperfezione
della legge elettorale. Attribuire ad una sola persona i risultati della
sconfitta è offensivo per chi, come Tremaglia, ha convintamente
difeso il sacrosanto diritto del voto agli italiani all'estero”.