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«C'è
necessità di un Cpt anche a Padova»
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L'insieme andrebbe poi chiuso da una recinzione a prova di evasione e tenuto sotto strettissima sorveglianza giorno e notte. Sono queste le caratteristiche del Cpt (Centro di permanenza temporanea) che Domenico Menorello, consigliere comunale di Forza Italia, Maurizio Saia e Filippo Ascierto, rispettivamente senatore e onorevole di Alleanza Nazionale, chiedono di realizzare nella città del Santo, in tempi strettissimi, visto che secondo loro i lavori dovrebbero iniziare fin da domani mattina. «Purtroppo - ha sottolineato l'esponente forzista - Padova sembra essere affetta da un cancro le cui metastasi, come per esempio le presenze degli spacciatori clandestini, stanno esplodendo in tutto il suo territorio. Al momento della cattura, se queste persone senza documenti sono colte in flagrante vengono accompagnate in carcere, altrimenti ritornano in libertà con un foglio che semplicemente intima loro di allontanarsi. Di fatto, invece, continuano con le loro attività criminali. Come si è costruito il muro in via Anelli, c'è ora bisogno di realizzare al più presto proprio a Padova un Cpt». «Siamo di fronte a un'emergenza - hanno osservato i due rappresentanti di An - perché a Padova c'è una specie di effetto-miele, nel senso che tutti i clandestini cacciati dalle altre città, come Vicenza e Treviso, arrivano qui e si stanno insediando nei vari quartieri. Il sindaco deve dare un segnale di maturità e serietà e cogliere l'opportunità messa disposizione dalla legge, in base alla quale è possibile avere un Centro di permanenza per ogni Regione». Intanto la realizzazione del muro ha suscitato moltissime reazioni. «E se il muro di via Anelli lo avesse fatto la Destro?», si interroga l'onorevole Lorenza Milanato (FI), che aggiunge: «Aspetto di vedere le manifestazioni della sinistra radicale e di sentire le battute dei comici di sinistra sul muro di Padova». «I comunisti - ha detto invece Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso, - hanno eretto il muro di Berlino. Il comunista Zanonato ha eretto il muro di Padova. Il regime comunista non era in grado di gestire i propri cittadini e quindi li ingabbiava dentro i muri: sono i muri della vergogna». Persino i Cobas della scuola di Padova intervengono con una nota molto pesante: «Pensare di risolvere i problemi di quotidiana illegalità innalzando, con grande dispiegamento di mezzi e forze, un muro, fa accapponare la pelle solo per quello che richiama alla memoria. Questo muro non può esistere, deve essere rimosso». |
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