FINI: NESSUN PAREGGIO, VINCEREMO LE ELEZIONI
Corriere del Giorno del 07.03.2006 di P. d'A.

 

 

Alleanza nazionale parla solo di programmi. Le polemiche le lascia agli altri partiti, ovvero a quelli de L'Unione «che sono divisi su tutto». Gianfranco Fini è appena arrivato al Delfino per pre¬sentare i candidati in Puglia di AN alla Camera e al Senato.

Prima, pero, una breve tappa alla toilette poi l'appuntamento con la stampa, in una saletta riservata e al riparo dall'euforia dei tantissimi militanti che già dalle 10 del mattino hanno preso d'assalto la sala Italia dell'albergo.

Nessun pareggio, né al Senato né alla Camera perchè la Casa delle libertà vincerà le elezioni di aprile.
Poi i problemi internazionali. come quello dell'immi¬grazione con l'incombente possibilità di un massiccio arrivo di immigrati dai paesi nordafricani. Una emergenza, questa, che richiede «un’azione comune tra diversi paesi europei» e l'instaurare “ottimi rapporti bilaterali con alcuni dei paesi africani dai quali può giungere un notevole flusso di immigrati clandestini. E tra questi paesi - ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri - è centrale la Libia. E questo spiega anche perchè abbiamo cercato di garantire, al di là delle recenti polemiche, che le autorità di Tripoli continuassero a collaborare”.

Sulla questione meridionale e sul poco spazio per il Mezzogiorno in questa campagna elettorale Fini dice di non generalizzare perchè nei programmi “ci sono indicazioni precise partendo dal presupposto che in questi anni abbiamo messo a disposizione del sud risorse come mai era stato fatto prima. E, poiché, c'è chi, come l'on. D'Alema, che sostiene il contrario continuo a sfidarlo dati alla mano”.

E tra i temi toccati non poteva mancare quello della presenza delle truppe italiane in Iraq, Afghanistan e nei Balcani. “I Balcani - ha spiegato Fini - si stanno stabilizzando. La prospettiva è quella dell'ingresso, nel tempo, nell'Unione europea. Essenziale per la stabilità di quell’area è la presenza delle truppe europee e, in particolare, di quelle italiane. Per noi, e non soltanto per la Puglia, quello che accade nei Balcani è importante perchè è come se fossero la nostra porta di casa. Come ministro degli Esteri qualche preoccupazione ce l'ho per il Kosovo, ma speriamo che la definizione dello status di quella che attualmente è una provincia serba proceda di pari passo con l’attuazione degli standard che la comunità internazionale ritiene indi¬spensabili”.

Sul caso Gas de France, Fini è stato lapidario: “Credo che tutti abbiano compreso che da parte di Parigi si è dato corso ad un'azione che viene meno allo spirito e alla lettera del Trattato e va ad alterare una regola che è quella del libero mercato”.
Quello che Fini dice di non comprendere sono le polemiche sulla visita di Berlusconi, Mastella e del Ppe a papa Ratzinger. “Il Papa, soli¬tamente incontra leader po¬litici - ha sottolineato - e i rappresentanti del Partito Popolare Europeo, che a fine mese saranno a Roma per il loro congresso, hanno ritenuto opportuno rendergli visita. Tutto qui”.

E i tagli alla Difesa che ricadono su Taranto e preoccupano? “Nel momento in cui siamo stati chiamati per rispettare i parametri di Maastricht a dar vita a Finanziarie rigorose, non potevamo non intervenire riducendo stanziamenti anche per quello che riguarda la Difesa. È ovvio che superata questa fase, certamente difficile per i conti pubblici, occorrerà continuare ad investire sulla Difesa anche e soprattutto per l’alta professionalità delle nostre forze armate”.

Poi i numeri, che dicono “che la Puglia sicuramente eleggerà due donne in Parlamento. Certo fare le liste con questo sistema ha richiesto uno sforzo in più - ha rilevato Fini - ma per quanto riguarda la proliferazione dei simboli ci sono poche eccezioni di raggruppamenti e, movimenti fuori del bipolarismo. La tendenza di fondo al bipolarismo del nostro sistema politico è salva, Noi alle otto e cinque di ieri (domenica, ndr) abbiamo consegnato le nostre liste perchè i problemi li avevamo risolti tutti dando prova anche, di un ottimo sistema di organizzazione”.

 
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