La nuova Consulta nazionale sulle tossicodipendenze,
presentata ieri Palazzo Chigi dal ministro della solidarietà
sociale Paolo Ferrero, ha preso il via nel bel mezzo di una feroce polemica
scatenata dalla presenza, tra i suoi 70 membri, di Susanna Ronconi,
ex brigatista dissociata e da molti anni operatrice e studiosa nel campo
delle dipendenze.
«Susanna Ronconi - ha detto il ministro
- ha titoli scientifici maggiori di altri componenti della Consulta.
Rappresenta il Forum Droghe, si è occupata per anni di comunicazione,
collabora da dieci anni nel gruppo Abele ed è autrice di numerose
pubblicazioni».
Ma la polemica non si placa. Susanna Ronconi il 17
giugno 1974 partecipò all’assalto della sede dell’Msi-Dn
in via Zabarella a Padova, nel quale furono uccisi Graziano Giralucci
e Giuseppe Mazzola.
«Come ciliegina sulla torta di questo Governo
oggi all’interno della Consulta in materia di tossicodipendenze
è stata inserita anche Susanna Ronconi. Con questo atto il Governo
ha riaperto un capitolo doloroso non solo a danno dei familiari delle
vittime delle Br ma anche della stessa città di Padova che, proprio
in questi giorni, è stata palcoscenico di atti di violenza politica»,
dichiara Enrico Pavanetto, coordinatore regionale di Azione Giovani
e consigliere provinciale di An.
E aggiunge: «Ancora un esempio di riciclaggio
di personaggi che rappresentano un pessimo esempio. Non è possibile
che chi ha combattuto lo Stato attraverso strumenti di lotta armata
sia nominato all’interno di istituzioni che lo rappresentano.
Presenterò una mozione alla giunta provinciale affinché
a nessun condannato per terrorismo sia data la possibilità di
ricevere consulenze».