Federazione Provinciale AN
Padova

I verdi si alleano con il Polo e votano contro il presidente Cdq: “ Va realizzato un solo edificio” Arcella, l’Ulivo si divide sulle nuove torri
Il Mattino di Padova del 26.01.2005 - di Felice Paduano


 

Nuove “torri” all’Arcella, dopo il via libera del Cdq è rivolta. I Verdi votano contro e contestano la maggioranza, mentre il polo cavalca la polemica. Ieri, davanti alla galleria San Carlo un gruppo di attivisti di An guidati da Gabriele Zanon ed Enrico Pavanetto, a fianco della passionaria dell’ Udc Maria Luigia Borga, portano sulle spalle cartelli i cui messaggi parlano da soli". Con Zanonato sindaco, a San Carlo solo cemento”. Oppure “ No alle quattro Torri”.

Il riferimento è al progetto dell’Immobiliare Valli, che avrebbe già sottoscritto con l’amministrazione comunale un accordo di programma in base al quale, riprendendo il progetto dell’archetto Vittorio Gregotti del 1987, si prevede la costruzione di altre tre torri di 13 piani ciascuna a pochi passi da quella esistente.
In cambio la società immobiliare s’impegna a regalare al Comune un edificio, in cui saranno inserite le sale per le attività del Cdq 2 Nord e a realizzare una nuova e grande piazza, che dovrebbe diventare il vero cuore dell’Arcella.

Il progetto ha compiuto il primo passo lunedì sera, quando ha ottenuto a maggioranza il parere favorevole del Cdq 2 alla fine di un riunione infuocata, tanto che all’esterno c’era anche la polizia a “ presidiare” l’incontro.
Hanno votato a favore del progetto Gregotti, tredici consiglieri: in pratica tutti quelli della maggioranza di sinistra, guidata dal presidente Angelo Bordignon, mentre i contrari sono stati otto. Ossia tutti i consiglieri del centro-destra più l’unico consigliere dei Verdi, Salvatore Pugliese. Insomma all’Arcella si va profilando un “ Basso Isonzo-bis”. Un secondo scontro frontale tra i Verdi e gli altri partiti dell’Ulivo, con la maggioranza che va in frantumi. Il presidente del Cdq ha voluto precisare un aspetto della votazione no di poco conto.

“Noi abbiamo dato parere favorevole non al progetto complessivo delle tre torri, ma esclusivamente alla nuova torre che dovrebbe essere costruita a fianco di quella esistente”, sostiene Angelo Bordignon. “ Per di più nella delibera approvata chiediamo alla società Valli di concedere ancora più vantaggi alla collettività dell’Arcella:la nuova sede del Cdq e la grande piazza sono la base di partenza della trattativa”.

Per il resto la seduta consiliare di lunedì è risultata una serie di fuochi d’artificio sparati contro Zanonato e la sua Giunta sia dai consiglieri di minoranza che dai Verdi, sostenuti da un folto pubblico“. Siamo alla follia politica”, sostiene Sergio Cosentitino, capogruppo di Forza Italia. “Zanonato decide di regalare ai cittadini cemento a go-gò su un’area che avrebbe dovuto ospitare una scuola e verde pubblico”. Ancora più duro il commento di Enrico Pavanetto (An). “ Non vogliamo che l’Arcella diventi la nuova Manhattan di Padova. Quando saranno realizzate le tre torri, la qualità della vita diventerà ancora più precaria. La viabilità sarà più a rischio”. Salvatore Pugliese ha spiegato con poche parole il suo voto contrario. “ Il progetto prevede una eccessiva cementificazione del territorio”, sottolinea il consigliere dei Verdi. “ In cambio di pochi benefici per i residenti, si fa un grande regalo alla speculazione immobiliare.

Erano presenti anche numerosi attivisti dei Verdi, guidati da Marzio Sturaro. “ I mostri all’ Arcella da uno diventano quattro”, dice l’esponente ambientalista. “ Nel programma del centro-sinistra si parla di più verde pubblico e di meno inquinamento. Come mai Zanonato, adesso, ci propone 105.000 metri cubi di cemento in più?”

 
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