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Padova

ARRIVA LA CINA: COME FERMARLA?
www.alleanzanazionale.it 24 febbraio 2005 - Marco Zacchera


 

L’arrivo dei prodotti cinesi sul mercato europeo è da quest’anno molto più facile e potrà avere pesanti ripercussioni sulle nostre aziende, già pesantemente danneggiate per l’invasione selvaggia di troppi prodotti a buon prezzo dal sud-est asiatico.

Premesso che molti dei prodotti “cinesi” sono in realtà di aziende italiane che hanno mutato nome ed aperto stabilimenti là dove produrre costa molto (troppo)di meno, si può reagire a questo fenomeno con gli slogan o con la concretezza.
Gli slogan isolazionisti sono facili da scrivere e da urlare, a pelle possono magari anche convincere, ma servono poco quando si considera che l’ Italia fa parte dell’Europa e che quasi tutti i paesi del mondo aderiscono ormai al WTO, ovvero alla regia mondiale del commercio.

Sono tantissime le follie, le incongruenze, le ingiustizie di questo sistema di commercio globale, soprattutto perché per produrre non vengono garantite condizioni di parità per gli operai o la medesima difesa dell’ambiente ma serve poco protestare: non possiamo isolarci ed uscire dal giro.
E’ altrettanto vero, però, che la Cina si è ora impegnata ad osservare delle regole e se non lo farà si espone a ritorsioni importanti, mentre prima aveva mano libera.

Questo è l’aspetto positivo dell’adesione cinese al WTO che ha chiuso gli occhi davanti ai diritti umani negati in Cina (basti ricordare il Tibet), le leggi che vanno per le spicce ed il difficile equilibrio comunismo cinese-libertà d’impresa. La Cina “doveva” entrare nel WTO, altrimenti sarebbe stata troppo pericolosa ad agire liberamente.

Ma il punto fondamentale – e va dato atto al grande lavoro di un nostro poco conosciuto vice-ministro al Commercio con l’ Estero, Adolfo Urso, che su queste materie ha però ottenuto consensi da tutti – è che la reazione alle infrazioni cinesi non potrà mai essere “italiana” ma sostenuta almeno a livello europeo. Primo passo, fondamentale, l’applicazione di marchi chiari a cosa viene prodotto od importato nella UE.
Non solo: da questo mese – e proprio grazie all’Italia – tutte le importazioni in Europa sono monitorate con assoluta precisione e quindi si potrà finalmente controllare il flusso effettivo delle merci per evitare contraffazioni ed abusi.

Certo che queste cose sono buone soprattutto in teoria, che il contrabbando è sempre esistito, ma d'altronde se non si fissano le regole non si può poi legalmente intervenire e – per esempio - imporre quei dazi proprio alla produzione cinese.
Limitazioni o dazi che però non possono essere decisi unilateralmente, ma solo osservando precise norme internazionali.

Anche il consumatore, però, dovrebbe stare più attento a che cosa compra, anche se il prezzo troppe volte gioca un fattore fondamentale.
Paradossalmente non si può più nemmeno pubblicizzare lo slogan “comprate italiano” ma se lo facessimo comunque – soprattutto in alcuni comparti, come i prodotti alimentari – saremmo molto più sicuri e sarebbe davvero molto meglio per tutti.

Marco Zacchera
Deputato al Parlamento – Resp. Dipartimento Esteri di An

 
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