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Padova

Criminalità, preso solo un malvivente su dieci
ALTA PADOVANA L'assessore Zanon ha presentato il profilo dell'Osservatorio veneto.
Nasce il coordinamento permanente dei 28 Comun
Ma i dati sull'Sos sicurezza sono meglio che altrove: 228 reati ogni 10 mila abitanti,
contro i 324 del Veneto e gli 800 di Padova
Il Gazzettino di Padova del 20.01.2005 - di Nicoletta Masetto

 

 

Alta Padovana - I ventotto Comuni dell'Alta Padovana si costituiranno in Coordinamento permanente sul tema della sicurezza. La proposta è arrivata ieri dal summit promosso dall'assessore regionale competente, Raffaele Zanon, in municipio a Camposampiero alla presenza dei primi cittadini. Il tavolo sarà istituito a breve. L'occasione è stata la presentazione del Profilo Sicurezza dell'Alta, elaborato dall'Osservatorio regionale.

«I dati non sono in possesso nè delle Prefetture nè delle Questure - ha detto Zanon - Il rapporto rappresenta un utile strumento di conoscenza per gli amministratori locali per offrire loro una visione d'insieme della situazione e mettere a disposizione elementi reali di valutazione dei fenomeni che riguardano sicurezza, prevenzione della criminalità e contrasto all'illegalità».

Il distretto Alta Padovana, come ha illustrato Ernesto Savona, criminologo, docente all'Università di Trento, coordinatore dell'Osservatorio, ha una densità abitativa quasi doppia rispetto alla media regionale (388 abitanti per chilometro quadrato contro i 249 del Veneto). Nell'ultimo biennio (2002-2003) la popolazione è aumentata in percentuale leggermente superiore alla media regionale (+ 1,52 \%contro l'1,10\% della media del Veneto). Negli ultimi tre anni, dopo un decennio di relativa tranquillità il tasso di criminalità della provincia di Padova ha registrato un brusco e costante aumento, dovuto all'impennata di reati commessi nel capoluogo. Il distretto Alta Padovana ha risentito in minima parte di questo dilagare della criminalità.

Il tasso di reati denunciati presenta valori piuttosto bassi, inferiore alle medie regionali e nazionali. Il tasso medio annuo è assestato sui 228 reati ogni 10 mila abitanti, sensibilmente inferiore agli oltre 800 del comune di Padova e ai 324 del Veneto. Solo un autore dei reati su dieci viene scoperto dalle forze dell'ordine (esattamente l'11\%) e per la metà di essi (50\%) si tratta di extracomunitari, in gran parte marocchini e rumeni.

Il reato più frequente rimane il furto (tasso medio annuo di 167,32 contro i 207,71 della media regionale). Non si riscontrano nel distretto valori elevati. Il tasso più vicino alle medie regionali è quello delle rapine (2,97 casi ogni 10 mila abitanti a fronte di una media veneta del 4,22). Bassa l'incidenza delle lesioni personali volontarie (2,39 casi contro i 5,88 de Veneto), violenza privata e minaccia (5,08 contro 8,13 di tasso regionale), ingiurie e diffamazioni (2,08 contro 6,14), truffe (3,97 in rapporto al 6,82 del Veneto) e danneggiamenti (15,30 contro 26,18). Questi numeri ritraggono, come è stato ripetuto, una realtà tranquilla, favorita dalla particolare distribuzione territoriale.

Tra i fattori di rischio il costante aumento del numero di immigrati. I due indicatori principali (numero di imprese e di sportelli bancari) tratteggiano uno stato di benessere, indubbio richiamo per la criminalità. Sono stati infine presentati i progetti sulla sicurezza che a livello locale, dell'Unione dei Comuni, hanno ottenuto finanziamenti regionali e sono già funzionanti, come quello sulla telesorveglianza.


 
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