Alta
Padovana - I ventotto Comuni dell'Alta Padovana si costituiranno
in Coordinamento permanente sul tema della sicurezza. La proposta è
arrivata ieri dal summit promosso dall'assessore regionale competente,
Raffaele Zanon,
in municipio a Camposampiero alla presenza dei primi cittadini. Il tavolo
sarà istituito a breve. L'occasione è stata la presentazione
del Profilo Sicurezza dell'Alta, elaborato dall'Osservatorio regionale.
«I dati non sono in possesso nè delle Prefetture nè
delle Questure - ha detto Zanon - Il rapporto rappresenta un
utile strumento di conoscenza per gli amministratori locali per offrire
loro una visione d'insieme della situazione e mettere a disposizione
elementi reali di valutazione dei fenomeni che riguardano sicurezza,
prevenzione della criminalità e contrasto all'illegalità».
Il distretto Alta Padovana, come ha illustrato Ernesto Savona, criminologo,
docente all'Università di Trento, coordinatore dell'Osservatorio,
ha una densità abitativa quasi doppia rispetto alla media regionale
(388 abitanti per chilometro quadrato contro i 249 del Veneto). Nell'ultimo
biennio (2002-2003) la popolazione è aumentata in percentuale
leggermente superiore alla media regionale (+ 1,52 \%contro l'1,10\%
della media del Veneto). Negli ultimi tre anni, dopo un decennio di
relativa tranquillità il tasso di criminalità della provincia
di Padova ha registrato un brusco e costante aumento, dovuto all'impennata
di reati commessi nel capoluogo. Il distretto Alta Padovana ha risentito
in minima parte di questo dilagare della criminalità.
Il tasso di reati denunciati presenta valori piuttosto bassi, inferiore
alle medie regionali e nazionali. Il tasso medio annuo è assestato
sui 228 reati ogni 10 mila abitanti, sensibilmente inferiore agli oltre
800 del comune di Padova e ai 324 del Veneto. Solo un autore dei reati
su dieci viene scoperto dalle forze dell'ordine (esattamente l'11\%)
e per la metà di essi (50\%) si tratta di extracomunitari, in
gran parte marocchini e rumeni.
Il reato più frequente rimane il furto (tasso medio annuo di
167,32 contro i 207,71 della media regionale). Non si riscontrano nel
distretto valori elevati. Il tasso più vicino alle medie regionali
è quello delle rapine (2,97 casi ogni 10 mila abitanti a fronte
di una media veneta del 4,22). Bassa l'incidenza delle lesioni personali
volontarie (2,39 casi contro i 5,88 de Veneto), violenza privata e minaccia
(5,08 contro 8,13 di tasso regionale), ingiurie e diffamazioni (2,08
contro 6,14), truffe (3,97 in rapporto al 6,82 del Veneto) e danneggiamenti
(15,30 contro 26,18). Questi numeri ritraggono, come è stato
ripetuto, una realtà tranquilla, favorita dalla particolare distribuzione
territoriale.
Tra i fattori di rischio il costante aumento del numero di immigrati.
I due indicatori principali (numero di imprese e di sportelli bancari)
tratteggiano uno stato di benessere, indubbio richiamo per la criminalità.
Sono stati infine presentati i progetti sulla sicurezza che a livello
locale, dell'Unione dei Comuni, hanno ottenuto finanziamenti regionali
e sono già funzionanti, come quello sulla telesorveglianza.