Federazione Provinciale AN
Padova

Prima riunione, a Montecitorio, della «task force» attivata da An per rendere più stretto e più proficuo il rapporto con le categorie produttive del Nordest
Il Gazzettino di Padova del 20.01.2005 - di A.B.

 

 

Prima riunione, a Montecitorio, della «task force» attivata da An per rendere più stretto e più proficuo il rapporto con le categorie produttive del Nordest, un'area che ha trainato per anni lo sviluppo del Paese ed ora sente tutte le difficoltà della congiuntura.

Ieri è stato il turno dei rappresentanti delle Api, del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia, dell'Emilia-Romagna e della Lombardia (iscritta d'ufficio al Nordest, in spregio alla corrente geografia economica), che approfittando del cantiere aperto per il decreto sulla competitività hanno individuato le principali «emergenze» da affrontare: il problema del sostegno all'innovazione, della finanza delle piccole e medie imprese e del peso rappresentato dall'Irap.

«Questa - dice il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, presentando la "task force" e le proposte di An sulla competitività - è una sollecitazione che abbiamo avuto sul territorio da parte delle Pmi del Nordest che rappresenta un soggetto con le sue peculiarità, talvolta alternative ma per lo più complementari a quelle del Mezzogiorno». All'incontro hanno partecipato, con Urso, il sottosegretario all'Economia, Manlio Contento, Enzo Raisi, relatore del ddl sull'internazionalizzazione delle imprese, il presidente della commissione Esteri, Gustavo Selva, il segretario regionale veneto Alberto Giorgetti, i vicecapogruppo di An alla Camera Roberto Menia e Daniele Franz, Luca Bellotti, Gianpaolo Landi di Chiavenna, Giorgio Conte, Filippo Ascierto, Maurizio Saia e Antonio Mazzocchi. Per l'Api erano presenti, tra gli altri, il presidente di Federveneto Fiorenzo Sbabo, il vicepresidente Franco Bortolami, il presidente di Vicenza Sergio Dalla Verde, quello di Udine Massimo Paniccia. Tutti d'accordo nell'indicare i punti dolenti.

A parte il gravame dell'Irap (ma lo Stato non può rinunciare a un gettito di 30 miliardi), le imprese denunciano forti difficoltà con le banche e chiedono che i (pochi) fondi disponibili per il sostegno all'innovazione siano spesi in maniera mirata ed efficace.

I cinque punti indicati da An (sostegno all'internazionalizzazione, contrasto alla delocalizzazione, logistica e corridoi transeuropei, innovazione e ricerca, promozione del turismo) sono considerati una buona base di partenza. Compreso il taglio agli incentivi per chi delocalizza senza mantenere in Italia «una parte sostanziale» dell'attività produttiva. «È un provvedimento opportuno», osserva Dalla Verde. «Occorre contrastare quest forma di concorrenza sleale», aggiunge Bortolami.


 
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