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Padova

Le schede dei telefonini solo a chi fornisce il nome
La proposta piace anche alla Gran Bretagna

Il Mattino di Padova -13 luglio 2005 - di m.v.

 

 

 

Roma. Schede per cellulari "nominative" e accesso alle banche dati dei gestori telefonici. Tra le proposte del ministero dell’interno Giuseppe Pisanu in risposta allarme seguito agli attentati di Londra, ci sono anche quelle che riguardano i controlli telefonici.

 

"Sarebbe di grande giovamento alle attività investigative l’introduzione della nominatività delle schede di telefonia mobile" ha spiegato ieri alla Camera, "così da realizzare un archivio degli utilizzatori, come si fece nel 1978 per l’utilizzo delle abitazioni immobili", quando si era in piena emergenza terrorismo.


Pisanu ha inoltre definito "utile" un intervento normativo per dotare i servizi di intelligence << di strumenti insostituibili come le intercettazioni preventive e l’accesso alle banche dati dei gestori telefonici".


"I nostri servizi", ha aggiunto, "hanno intensificato la propria attività e stanno attuando misure per accrescere le loro capacità operative in Italia e all’estero". Il Vicinale starebbe inoltre valutando la possibilità di modificare la norma che obbliga i provider di siti internet a cancellare "in tempo reale" i contatti in rete.


Intanto oggi il ministro degli interni inglese Charles Clarke presenterà al Consiglio straordinario giustizia e affari interni della Ue, la proposta della Gran Bretagna di introdurre a livello europeo una legge per armonizzare il periodo di archiviazione dei dati sulle comunicazioni telefoniche e via Internet.


La richiesta è archiviare per un periodo che potrebbe andare dai sei mesi a qualche anno tutte le conversazioni telefoniche e i messaggi e-mail dei cittadini europei.Questo consentirebbe agli investigatori di rintracciare i numeri chiamati, comprese le telefonate senza risposta e gli indirizzi Internet di posta elettronica. Ma Germania e Finlandia si oppongono sostenendo che sarebbe troppo costoso per le compagnie telefoniche ed elettroniche. "I costi", ha replicato Straw, "saranno inferiori di quanto si pensi e non mi sembra che le compagnie di telefoni cellulari e di provider Internet siano fra le imprese impoverite del mondo".


In Europa c’è una grande frammentazione sul periodo di durata dell’archiviazione delle chiamate telefoniche: si va dal caso dell’Italia che ha il periodo più lungo di quattro anni a quello della Germania dove non c’è alcun obbligo di conservazione. Per le comunicazioni via Internet, la situazione è ancora più complicata. In Italia, i dati devono essere distrutti in tempo reale. La proposta della Gran Bretagna, sostenuta da Francia, Svezia e Irlanda, prevede un periodo di archiviazione di un anno.

 

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