Roma.
Schede per cellulari "nominative" e accesso alle banche
dati dei gestori telefonici. Tra le proposte del ministero dell’interno
Giuseppe Pisanu in risposta allarme seguito agli attentati di Londra,
ci sono anche quelle che riguardano i controlli telefonici.
"Sarebbe
di grande giovamento alle attività investigative l’introduzione
della nominatività delle schede di telefonia mobile" ha
spiegato ieri alla Camera, "così da realizzare un archivio
degli utilizzatori, come si fece nel 1978 per l’utilizzo delle
abitazioni immobili", quando si era in piena emergenza terrorismo.
Pisanu ha inoltre definito "utile" un intervento normativo
per dotare i servizi di intelligence << di strumenti insostituibili
come le intercettazioni preventive e l’accesso alle banche dati
dei gestori telefonici".
"I nostri servizi", ha aggiunto, "hanno intensificato
la propria attività e stanno attuando misure per accrescere
le loro capacità operative in Italia e all’estero".
Il Vicinale starebbe inoltre valutando la possibilità di modificare
la norma che obbliga i provider di siti internet a cancellare "in
tempo reale" i contatti in rete.
Intanto oggi il ministro degli interni inglese Charles Clarke presenterà
al Consiglio straordinario giustizia e affari interni della Ue, la
proposta della Gran Bretagna di introdurre a livello europeo una legge
per armonizzare il periodo di archiviazione dei dati sulle comunicazioni
telefoniche e via Internet.
La richiesta è archiviare per un periodo che potrebbe andare
dai sei mesi a qualche anno tutte le conversazioni telefoniche e i
messaggi e-mail dei cittadini europei.Questo consentirebbe agli investigatori
di rintracciare i numeri chiamati, comprese le telefonate senza risposta
e gli indirizzi Internet di posta elettronica. Ma Germania e Finlandia
si oppongono sostenendo che sarebbe troppo costoso per le compagnie
telefoniche ed elettroniche. "I costi", ha replicato Straw,
"saranno inferiori di quanto si pensi e non mi sembra che le
compagnie di telefoni cellulari e di provider Internet siano fra le
imprese impoverite del mondo".
In Europa c’è una grande frammentazione sul periodo di
durata dell’archiviazione delle chiamate telefoniche: si va
dal caso dell’Italia che ha il periodo più lungo di quattro
anni a quello della Germania dove non c’è alcun obbligo
di conservazione. Per le comunicazioni via Internet, la situazione
è ancora più complicata. In Italia, i dati devono essere
distrutti in tempo reale. La proposta della Gran Bretagna, sostenuta
da Francia, Svezia e Irlanda, prevede un periodo di archiviazione
di un anno.