|
Federazione
Provinciale AN |
Lollo:"A
Primavalle eravamo in sei" |
||
|
Ecco le sue parole: "Oltre a me, Marino Clavo e Manlio Grillo c'erano altri tre compagni. Hanno visuto liberi e tranquilli questi 32 anni. In molti vennero a sapere la verità su Primavalle nei mesi successivi. La verità vera. Quando io venni arrestato nessuno degli altri cinque scappò. Erano strasicuri che non avrei parlato. Clavo e Grillo fuggirono all'estero qualche tempo dopo. Gli altri tre non ne ebbero mai bisogno, qualcuno o qualcosa li salvò dall'accusa....I loro nomi sono Paolo Gaeta, Diana Perrone e Elisabetta Lecco. Liberi e tranquilli da 32 anni". La "confessione" prosegue ricordando gli eventi di quella tragica notte e soffermandosi sul cosidetto "patto ideologico" intercorso tra gli esecutori materiali dell'attentato. "In una riunione di Potere Operaio, in via del Boschetto, c'era l'intero vertice romano dell'organizzazione. Ci sommersero di domande ma negammo tutto. Poi noi sei ci ritirammo in una stanza appartata e facemmo un giuramento. Nessuno di noi avrebbe aperto bocca per 30 anni. Né sui fatti, né sui compagni coinvolti". Lollo
dice che l'intenzione non era quella di uccidere, "le perizie ci
hanno dato sempre ragione", ma che si trattò di un gesto
dimostrativo finito in tragedia per una serie di circostanze fortuite.
Alla domanda sui motivi di tanta sincerità Lollo risponde: "I
trent'anni del patto sono scaduti, ma poi ho preferito far arrivare
la prescrizione, proprio per non mettere nei guai nessuno. Oggi parlo
perché credo che questo aiuti la causa dell'amnistia, della soluzione
politica. Non possiamo più avere scheletri nell'armadio. E poi
basta con il mostro Lollo, che fa la bella vita da 32 anni. E quelli
che fanno una bella e tranquilla vita borghese romana da 32 anni?" |
|||
www.an-pd.com |
|||