Federazione Provinciale AN
Padova

San Carlo, sbagliati i toni
Urbanistica

Il Mattino di Padova del 09.02.2005 - di Maurizio Mistri

 

Il mattino ha riservato, meritatamente, grande spazio alla vicenda relativa all'attuazione del cosiddetto Piano Gregotti nel quartiere dell'Arcella.

A me pare che il progetto Gregotti sia rimarchevole e vada nella giusta direzione per qualificare l'Arcella. Certamente sono scontate le opposizioni di coloro che sono fautori dell'immobilismo urbanistico totale e che ritengono che nulla vada modificato. Invece le periferie hanno bisogno di interventi seri perché da invertebrate realtà no una propria identità urbanistica ed una effettiva capacità aggregativa. Cosi, io vedo nei grattacieli del progetto Gregotti dei veri propri magneti attrattivi capaci di modificare in positivo il ruolo e l'identità dell' Arcella.

Tra l'altro sono stato negativamente impressionato dalla affermazione di Enrico Pavanetto, esponente di An, che ha detto: "non vogliamo che l'Arcella diventi la nuova Manhattan di Padova". Vorrei far notare in proposito che le centinaia di migliaia di persone che ogni anno visitano New York ci vanno, in larga parte, proprio per ammirare Manhattan e non un qualunque anonimo quartiere della periferia della grande città americana, che invece Pavanetto sembra preferire a Manhattan.

Comunque tra Manhattan e l'Arcella corrono oltre 8.000 chilometri e qualche grattacielo non trasforma di certo un quartiere anonimo in una rutilante Manhattan, per cui Pavanetto può stare tranquillo. Quando al centro-destra si sono adoperate parole che, dopo la sconfitta nelle precedenti elezioni amministrative, lasciano temere una deriva populistica in uno schieramento che ha bisogno, invece, di rafforzare la sua immagine di forza tranquilla, capace di accompagnare le trasformazioni economiche, sociali ed urbanistiche della città e dell'area metropolitana padovana. Una sconfitta elettorale non è fine del mondo perché essa è sempre recuperabile se si è in grado di mostrare all'elettorato di essere credibili; la credibilità si costruisce sul terreno della coerenza fra azioni passate e posizioni attuali.

A livello locale, quindi, essa si costruisce anche sul terreno delle politiche urbanistiche. Durante la passata legislature comunale non ho mancato di difendere le scelte urbanistiche della giunta Destro, progettualmente più pervasive di quelle della giunta Zanonato, per cui ora, come ho detto sopra, rimango perplesso davanti a certe prese di posizione come quelle che la Casa delle libertà ha preso in merito alla questione del Gregotti.

 
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