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Foibe:
Valditara, occasione per ricordare brutalita' comunismo jugoslavo |
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Roma 9 febbraio — «Domani il Ministro Moratti ha molto opportunamente invitato a celebrare nelle scuole la giornata del ricordo per le vittime delle foibe. Mi auguro che l'occasione sia colta per ricordare il sacrificio di tanti nostri connazionali vittime incolpevoli della brutalità del comunismo jugoslavo, ma serva anche ad avviare una serena, ma seria, riflessione sul dramma di tutti i totalitarismi che hanno insanguinato il Novecento e che vanno accomunati in una valutazione congiunta». Lo ha dichiarato il sen. Giuseppe Valditara, responsabile dell'Ufficio Scuola e Università di Alleanza Nazionale, alla vigilia 'giorno del ricordò per le vittime delle foibe. «Un'unica mala pianta ha infatti generato due rami— ha continuato Valditara— il nazismo e il fascismo da una parte, il comunismo dall'altra. Tagliare un unico ramo rischia di rafforzare l'altro, indebolendo la percezione unitaria del totalitarismo e della dittatura in sé come nemici della dignità umana, come occasione di oscurantismo e di decadenza morale e materiale. Nessuno può seriamente pensare che il comunismo rappresenti ancora, nel mondo occidentale, una minaccia politica». «Tuttavia una sua inadeguata condanna culturale può radicare nel Paese vizi di fondo che ne impediscono la crescita democratica e civile— ha detto ancora Valditara— nonché la realizzazione di un vero processo di modernizzazione. La giustificazione storica del comunismo può portare in specie al radicamento ed alla legittimazione di forme di intolleranza, mistificazione, prevaricazione, scarsa attenzione per la sovranità popolare e la sua tendenziale sostituzione con forme di tipo oligarchico.Parimenti, può giustificare la svalutazione della persona umana, dei valori di libertà e, più in generale, può portare ad una concezione fuorviante della democrazia». «Si
avverte in particolare — ha concluso Valditara —
la mancanza di un serio dibattito sul comunismo da un punto di vista
storico che, invece, è ora di affrontare per arrivare ad una
sua inequivocabile condanna, agganciandosi, in questo, ad una più
ampia riflessione che si sta avviando in sede europea». |
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