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Padova

L'assessore Zanon propone un incontro con i proprietari degli alloggi di via Anelli
Il Gazzettino di Padova del 03.02.2005

 

 

«Propongo un incontro con me e con la dirigenza dell'Ater ai 75 proprietari degli appartamenti di via Anelli che sono ricorsi al Tar contro l'intervento di riqualificazione urbanistica e hanno presentato un esposto mettendo sul banco degli imputati gli amministratori per la situazione di degrado in cui versa l'area».

La proposta è dell'assessore regionale all'Edilizia Raffaele Zanon che intende parlare a viso aperto a queste persone e spiegare ai proprietari, molti dei quali non risiedono in via Anelli e nemmeno a Padova, che gli immobili non si sono certo svalutati a causa della notizia di imminenti espropri.

«Gli alloggi - sottolinea Zanon - hanno perso il loro valore perché quell'area è diventata una sorta di terra di nessuno in balia della criminalità. E una parte di responsabilità ce l'hanno anche quei proprietari, certamente non tutti in quanto molti di questi sono vittime incolpevoli, e quelle agenzie immobiliari che hanno speculato per anni sulla situazione. Su un punto siamo assolutamente d'accordo, e cioè che ci sono delle oggettive responsabilità, probabilmente non penali, ma certamente politiche, da parte di chi in passato ha permesso che via Anelli si trasformasse in un "porto franco" della legalità, dove criminalità, droga, prostituzione sono la normalità. Ma è altrettanto vero che, con l'amministrazione comunale di centrodestra che ha governato Padova sino al giugno scorso, Regione e Ater hanno deciso di intervenire, in maniera drastica e rigorosa, nell'unico modo possibile, con un piano di riqualificazione urbana destinato ripristinare la legalità, ma anche condizioni igienico sanitarie degne di questo nome, restituendo l'area ai cittadini del quartiere e alla collettività padovana».

«In questo senso - conclude Zanon - rilancio ancora una volta la necessità di istituire la "cittadella della sicurezza" laddove oggi ha sede il centro commerciale "Giotto", proposta sostenuta con forza dalla Questura di Padova ma che non ha ancora avuto sinora alcun seguito da parte degli attuali amministratori».

 
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