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allo sgombero della casbah di Padova
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Con il trasloco delle prime quattro famiglie è cominciata comunque ieri mattina l’operazione di bonifica di via Anelli, tra i rioni più degradati del Veneto e con il più alto tasso di criminalità. I quattro nuclei familiari, trasferiti in altri appartamenti messi a disposizione dall’Ater, abitavano una delle palazzine, quella al civico 25, che dovranno essere abbattute per motivi sanitari. Il quartiere di via Anelli, nel quale si sono consumate decine di operazioni di pubblica sicurezza, soprattutto contro lo spaccio di droga e la microcriminalità, è un quadrilatero formato da sei palazzine, per un totale di 286 appartamenti, nei quali vivono circa 900 persone, per lo più immigrati. In questi anni le infiltrazioni di spacciatori e malavitosi lo hanno però definitivamente trasformato in un suburbio. Ora l’intera zona è oggetto di un progetto di bonifica e riqualificazione urbana e sociale voluto da Regione Veneto, Comune e Ater di Padova. «Il dato certo - ha detto l’assessore comunale alla Casa, Daniela Ruffini - è che la cubatura delle palazzine di via Anelli passerà da 39 mila a 29 mila metri cubi. Rimarranno tre palazzine adibite ad alloggi e una di servizi». Il progetto prevede un impegno di spesa di circa 23 milioni di euro, 5 dei quali messi dalla Regione Veneto e 17 dall’Ater. La bonifica di Via Anelli non vorrebbe essere però solo un’operazione urbanistica, ma anche sociale. Per i residenti non vi saranno trasferimenti forzosi, tant’è che ogni famiglia che dovrà abbandonare la casa lo farà solo dopo aver individuato un altro alloggio, concordato con il Comune e con l’Ater. Il trasferimento degli altri abitanti della palazzina 25 proseguirà nei prossimi giorni, fino al completo svuotamento dell’edificio; poi sarà la volta degli altri condomini. Le palazzine diverranno quindi di proprietà dell’Ater; in parte verranno abbattute, in parte ristrutturate e utilizzati per i fini di edilizia r esidenziale. Decisamente soddisfatto l’assessore veneto ai Flussi migratori e all’edilizia residenziale, Raffaele Zanon: «Con questa iniziativa, coloro che pensavano che non si sarebbe mai potuto attuare questo piano di bonifica sono stati smentiti. Dalle dichiarazioni si è insomma passati ai fatti: è un segnale importante per la città, che vuole rivedere l’area restituita alla legalità, ma anche per chi pensava di trovare qui una zona franca dove poter continuare traffici illeciti, speculazione e sfruttamento». «Occorrerà peraltro controllare che questi traslochi non trasferiscano il problema in altre parti della città, ma il frazionamento delle famiglie è tale da non creare preoccupazione alcuna nelle aree di nuovo inserimento. Piuttosto esiste la possibilità che all’ultimo momento si sia “ infiltrato” qualche estraneo che non ha diritto a nuovi alloggi e che vuole invece approfittare della situazione favorevole». Non altrettanto fiducioso, come detto, il consigliere regionale del Carroccio Maurizio Conte: «Ci si sta limitando a spostare gli extracomunitari nelle case dell’Ater: già una quindicina di giorni fa abbiamo messo in risalto quanto già gli stranieri abbiano dei privilegi rispetto ai cittadini padovani. In più c’è la questione dei centri sociali, che hanno occupato edifici di proprietà pubblica senza che il Comune abbia mai preso una seria posizione contro di loro. Il problema non è solo quello di via Anelli, è una questione generale di sicurezza sulla quale il Comune non sembra avere intenzione di intervenire». |
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