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Fini sulla riduzione delle aliquote CHIARA LA POSIZIONE DI AN, PRIMA LE FASCIE
INTERMEDIE... |
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''E' una questione
di giustizia sociale -afferma il vice
presidente del Consiglio- di tutela dei ceti medi e delle famiglie
monoreddito sulla quale Alleanza Nazionale non e' disposta a transigere
perche' riguarda la ragione stessa del suo permanere al governo. Per la
medesima ragione concordo con il ministro Tremonti quando
afferma che per coprire il minor gettito fiscale conseguente alla diminuzione
dell'Irpef e quale che ne sia l'ammontare, non ci potranno essere tagli alla
spesa sociale''. ''Berlusconi ha
ragione quando afferma che tra noi non c'e' nulla da chiarire perche' non
c'e' alcun dissenso circa la volonta' di ridurre le tasse per rilanciare
l'economia'' si legge nel comunicato diffuso dal portavoce del vice
presidente del Consiglio. ''E' un impegno -prosegue Fini- da mantenere,
certamente entro la fine della legislatura e, se possibile, fin dai prossimi
mesi''. Oggi a 'Radio 24' il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha
osservato che ''e' giusta la proposta del premier di
tagliare le tasse ma solo a tre condizioni: che questo non comporti un aumento
della spesa pubblica. Le risorse che devono coprire la riduzione fiscale devono essere generate da un taglio della spesa
almeno per la parte di spesa che non viene autofinanziata dalla riduzione
delle imposte; che si parta dai redditi bassi e dall'Irap per le piccole e
medie imprese; infine che si introduca il reddito familiare''. ''Si deve partire
subito -afferma il ministro concordando
sui tempi con il premier- gia' ci stiamo lavorando sia noi sia l'equipe
del dicastero dell'Economia. Ci sono tante ipotesi al momento. Nessuna scelta
e' stata ancora fatta e presto ogni possibilita'
verra' sottoposta al vaglio del governo e della maggioranza. Il problema
principale, comunque, rimane: dove si prendono le
risorse. Certamente non da un aumento della spesa pubblica. E chi parla di
uno sforamento del 3% nel rapporto deficit-Pil
indica una strada che non rappresenterebbe certo un buon servizio per il
Paese''.
Sul fisco oggi e' intervenuto anche il ministro per le Politiche
comunitarie, Rocco Buttiglione. ''La riduzione della
pressione fiscale fa parte del nostro programma e tutti noi vogliamo tenerne
fede -dice Buttiglione-. Ci
domandiamo se siamo in condizione di farlo adesso perche' vogliamo evitare
dei tagli alla spesa pubblica tali da penalizzare chi ha
piu' bisogno nel Paese. Sappiamo inoltre che una fuoriuscita non concordata
dai parametri di Maastricht non possiamo
permettercela''. Per Buttiglione
inoltre ''e' opportuno per mostrare che c'e' collegialita' nel governo
convocare una riunione del Consiglio di Gabinetto e parlare in quella sede
con dati e numeri precisi alla mano di cosa si vuole fare e cosa no per
ridurre la pressione fiscale''. In merito alla
proposta di ridurre ad aprile le imposte dure critiche al premier
arrivano dall'opposizione. Per il responsabile economico dei Ds, Pierluigi
Bersani, ''Berlusconi vuol far qualcosa prima delle
elezioni. Questo e'''. E aggiunge:
''Credo che l'idea che hanno in testa sarebbe dirompente per la
finanza pubblica e ingiusta sul profilo sociale. Il modulo prossimo sarebbe a
vantaggio dei ricchi e certamente non dei consumi e fra l'altro, in quella
dimensione, comporterebbe dei tagli rilevanti alla spesa pubblica''. ''Devono anche dire -ha concluso Bersani- quei soldi che
vogliono mettere nelle tasche di qualcuno dove li prendono''. Anche la Margherita,
con Pierluigi Castagnetti, attacca la riduzione delle tasse prospettata dal
premier e da Tremonti. Per Castagnetti altro non e'
che ''un nuovo annuncio-propaganda'' dettato dal ''panico da sondaggi
elettori'' che affligge il centrodestra. ''Mi pare
-sottolinea Castagnetti- che gli italiani abbiano aperto gli occhi e non
credano piu' alla democrazia degli annunci. Dove dovrebbe trovare e reperire i 12 miliardi di euro che verrebbero a mancare
con l'annunciata riduzione fiscale? Abbiamo sentito dire dal ministro
Tremonti che ridurranno ancora i trasferimenti dallo
Stato a Regioni ed Enti locali per finanziare i servizi assistenziali. E' del
tutto evidente che, se ridurranno i trasferimenti, l'aumento del costo dei
servizi e delle imposte locali e' assicurato. E gli italiani pagheranno di piu'''. Un affondo giunge
inoltre dal presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro
Scanio: ''Il premier propone alcune aliquote, il vicepremier altre e in mezzo
ci stanno i cittadini, sempre piu' tartassati. La rissa nella Cdl crea solo
il caos fiscale e mentre il governo da' i numeri, assistiamo
al dissesto dell'economia del Paese''. |
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