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Tutela identità: Zanon
propone modifiche a Legge Bossi-Fini e a legge
regionale Tratto da www.regione.veneto.it del 30.05.2004 – COMUNICATO STAMPA
N. 1868 DEL 30/10/2003 A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto |
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"Almeno su due versanti - aggiunge Zanon - ritengo possa essere
introdotto l'obbligo al rispetto dell'identità italiana da parte degli
stranieri. Il primo è la conoscenza della lingua italiana che dovrebbe
avvenire come fatto obbligatorio nei primi due anni di presenza del cittadino
straniero in Italia, con l'impegno dello Stato e delle Regioni a tenere dei
corsi specifici, considerando la lingua l'elemento strategico per l'avvio di
tutti i processi di integrazione. Paradossalmente,
anche dare il diritto di voto a chi non parla la nostra lingua sarebbe una
contraddizione. Ritengo che questo sia un fattore importante su cui ci deve
essere un investimento, sia del cittadino straniero che
deve comprendere appieno la lingua italiana e gli elementi di base per
l'inserimento nel nostro territorio, sia dello Stato che deve garantire i
percorsi formativi per consentire l'acquisizione della padronanza linguistica
da parte degli immigrati". "In secondo luogo - prosegue Zanon - va previsto l'obbligo
al rispetto delle tradizioni, delle credenze religiose del territorio
ospitante, e quindi l'attenzione a non snaturare un'identità nazionale che si incarna anche in questi valori che fanno parte del
patrimonio culturale italiano ed europeo. Deve esserci chiarezza su questo
fronte". "Questi due emendamenti - conclude l'assessore veneto ai flussi migratori
- possono essere inseriti nei futuri percorsi legati alle modifiche alla
legge Bossi-Fini, ma che nel Veneto vogliamo porre fin da subito nella
revisione della legge regionale n. 9 del 1990 sull'immigrazione. Sotto questo
profilo il Veneto vuole fare da battistrada perché una società multiculturale
si costruisce nel rispetto delle diverse identità: è chiaro che se viene riconosciuta la nostra identità, la nostra cultura,
la nostra tradizione, dobbiamo prestare attenzione con lo stesso rispetto
anche alle identità di tutti coloro che vengono nel nostro territorio. Lo
sradicamento, dal quale poi deriva un'insalata etnica, non è l'obiettivo
culturale che ci poniamo. Tutti questi aspetti emergono dal dibattito in atto
sul tema dell'immigrazione ma riguardano una visione
più generale da cui può nascere una reciprocità e un rispetto di regole che
vanno capite e condivise". |
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