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Esuli giuliani: sia riconosciuta

la celebrazione del 10 febbraio
 Tratto da Il Gazzettino di Padova del 31.01.2004 – di Enrico Pavanetto

 

   27 gennaio, Giornata della Memoria: una data che non si può e che né si deve dimenticare. Ricordare le vittime della Shoah è un giusto principio morale, ma bisogna che ci sia memoria e valore per tutti. È altrettanto doveroso ricordare, oltre all'Olocausto, anche tutte le altre atrocità del secolo scorso, quindi anche le stragi compiute nelle Foibe e nei Gulag. Sono convinto che celebrazioni come queste debbano essere un monito affinché mai più accadano genocidi, mai più riescano ad abbattere la guardia il razzismo e l'odio dell'intolleranza.

 

   La ferma condanna di una pagina importante della nostra storia di italiani ed europei, non riguarda infatti tutti coloro che hanno vissuto, direttamente o meno, l'esperienza fascista. Ma riguarda anche coloro i quali, pur non avendo nulla di che spartire con il fascismo, hanno comunque compiuto uguali atrocità in Paesi sottomessi a folli regimi totalitari, si pensi ad esempio ai Paesi ex comunisti (350 mila esuli trucidati e chissà quante migliaia di infoibati nelle italianissime Istria e Dalmazia). Riguarda anche chi oggi opera un uso strumentale della storia per fare una ignobilissima attività politica di speculazione, perché è giusto consegnare alla storia ciò che le appartiene. Dobbiamo metterci alle spalle il secolo passato con le sue assurdità e le sue dittature, siano esse dettate da princìpi di destra o di sinistra.

 

   Chi continua ancora oggi a vivere di nostaglia, con il pensiero rivolto all'indietro, ha sempre dimostrato un atteggiamento miope ed improduttivo. Non è giusto ricordare vittime di serie A e vittime di serie B, perché nelle vene degli uomini scorre lo stesso sangue. È giusto ricordare tutti i morti innocenti, indistintamente dal loro colore, dalla loro storia, dalla loro anima politica.Nel merito più volte c'è stata una precisa richiesta da parte delle associazioni degli esuli, per trovare una data che potesse ricordare le vittime di tutte le stragi compiute (tra le quali quindi anche gli esuli e i martiri delle foibe, che ricordiamo il 10 febbraio), perché appunto i campi di concentramento vi sono stati sia da una parte che dall'altra. Per questi motivi l'auspicio è che oltre a ricordare la Giornata della Memoria, sia quanto prima riconosciuta la celebrazione del 10 febbraio anche a livello nazionale, sulla scia intrapresa da alcune amministrazioni locali, con un impegno forte da parte delle Istituzioni nel mantenere viva la cultura nelle nostre terre. Solamente attraverso la memoria, un popolo trova le proprie radici e il proprio futuro.

 

Enrico Pavanetto

Presidente Azione Giovani

 

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