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VALDITARA: LA FIERA DELLE MENZOGNE DELLA SINISTRA

Tratto da Il Giornale del 26.02.2004 – di FdF

 

   Roma. “Il catastrofismo della sinistra ha ormai superato il livello di guardia” dice Giuseppe Valditara, “regista” del dossier che l’ufficio scuola di An ha preparato per fare chiarezza sulla riforma Moratti. “E’ ora di ribattere colpo su colpo a questo diluvio di false informazioni”.


   Senatore Valditara, scioperi, proteste, cortei in piazza, slogan urlati dai bambini. Ma il centradestra vuole davvero così male alla scuola?

   “Guardi, in questi mesi abbiamo assistito a una vera e propria fiera delle menzogne. Il fondo è stato toccato nella “convention Prodi” quando è stato scandalosamente detto che stavamo tagliando i fondi per gli insegnanti di sostegno e avremmo fatto pagare i tagli ai disabili”.


   Qual è la verità?

   “La verità è che nei due anni di governo della Cdl la spesa per l’istruzione è aumentata dell’11 per cento. Il centrodestra, insomma, ha investito molto di più nella scuola rispetto all’Ulivo. Tutto questo nonostante i debiti ingentissimi ereditati dalle precedenti gestioni. Inoltre il rapporto tra numero degli insegnanti di sostegno e alunni disabili è sensibilmente migliorato”.


   La spesa per la scuola, però, è sempre cresciuta negli anni.

   “La spesa va guardata rispetto al PIL. E in rapporto al Pil con il centrosinistra gli investimenti nella scuola sono diminuiti. Inoltre nel ’97, con il governo Prodi per intenderci, c’è stata una vera e propria diminuzione della spesa, scesa da 30.944 milioni di euro a 28.614”.

 

   Sfatiamo un altro mito: i tagli al corpo docente e alle retribuzioni.

   “Paradossale. Dal settembre del 2001 a tutto il 2004 ci sono state 95mila nuove assunzioni. Sono stati tagliati 8mila posti in organico ma se fosse entrata in vigore la riforma Berlinguer sarebbero stati tagliati 80mila posti. Inoltre nel 2003 per il personale della scuola c’è stato un aumento di 147 euro al mese il più alto di tutta la pubblica amministrazione”.


   Altro tema caldo: il tempo pieno.

   “Le medie europee sono tutte sotto le 27 ore settimanali. E anche il precedente governo si stava muovendo in questa direzione, incassando le critiche dei Cobas”.

 

   Il centrosinistra, insomma, critica se stesso?

   “In un certo senso sì. E dimentica che voleva tagliare il percorso scolastico da 8 a 7 anni, mentre noi abbiamo conservato la durata dei cicli”.

 

   Ma il tempo pieno resta oppure no?

   “Noi garantiamo il tempo pieno gratuito ma diciamo no a una proliferazione delle ore. Le statistiche dicono che più cresce l’impegno didattico, minore è la resa. E il rendimento dei nostri ragazzi è tra i più bassi dell’Occidente”.

 

   Il problema vero, insomma, è cosa si insegna e come.

   “Certo. Non insegnare tutto e di più. Noi vogliamo che si studi la sintassi, l’analisi logica, la matematica, il percorso della nostra civiltà, le origini latine della lingua. Bisogna recuperare uno studio più approfondito dell’italiano: lo stesso che a partire dagli anni ’80 è stato bandito. Ricordo una circolare della Falcucci che invitava allo “spontaneismo espressivo”. E anche Berlinguer metteva al bando un certo studio della grammatica. Oggi se ne vedono i risultati”.

 

   Esiste il rischio che le resistenze finiscano per annacquare la riforma?

   “La riforma Moratti è una scommessa per il Paese. Valorizza l’individualità, senza massificare o appiattire. Bandisce le estremizzazioni alla Tony Blair che propone le scuole basate sull’intelligenza ma consente lo sviluppo dei talenti. Annacquarla sarebbe un peccato mortale”.

 

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