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VALDITARA: LA FIERA DELLE MENZOGNE DELLA
SINISTRA Tratto da Il
Giornale del 26.02.2004 – di FdF |
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“Guardi, in questi mesi abbiamo assistito a una vera e propria fiera
delle menzogne. Il fondo è stato toccato nella “convention Prodi” quando è
stato scandalosamente detto che stavamo tagliando i fondi per gli insegnanti
di sostegno e avremmo fatto pagare i tagli ai disabili”.
“La verità è che nei due anni di governo della Cdl la spesa per
l’istruzione è aumentata dell’11 per cento. Il centrodestra, insomma, ha
investito molto di più nella scuola rispetto all’Ulivo. Tutto questo
nonostante i debiti ingentissimi ereditati dalle precedenti gestioni. Inoltre
il rapporto tra numero degli insegnanti di sostegno e alunni disabili è
sensibilmente migliorato”.
“La spesa va guardata rispetto al PIL. E in rapporto al Pil con il
centrosinistra gli investimenti nella scuola sono diminuiti. Inoltre nel ’97,
con il governo Prodi per intenderci, c’è stata una vera e propria diminuzione
della spesa, scesa da 30.944 milioni di euro a 28.614”.
Sfatiamo un altro mito: i tagli al corpo docente e alle
retribuzioni.
“Paradossale. Dal settembre del 2001 a tutto il 2004 ci sono state
95mila nuove assunzioni. Sono stati tagliati 8mila posti in organico ma se
fosse entrata in vigore la riforma Berlinguer sarebbero stati tagliati 80mila
posti. Inoltre nel 2003 per il personale della scuola c’è stato un aumento di
147 euro al mese il più alto di tutta la pubblica amministrazione”.
“Le medie europee sono tutte sotto le 27 ore settimanali. E anche il
precedente governo si stava muovendo in questa direzione, incassando le
critiche dei Cobas”.
Il centrosinistra, insomma, critica se stesso?
“In un certo senso sì. E dimentica che voleva tagliare il percorso
scolastico da 8 a 7 anni, mentre noi abbiamo conservato la durata dei cicli”.
Ma il tempo pieno resta oppure no?
“Noi garantiamo il tempo pieno gratuito ma diciamo no a una
proliferazione delle ore. Le statistiche dicono che più cresce l’impegno
didattico, minore è la resa. E il rendimento dei nostri ragazzi è tra i più
bassi dell’Occidente”.
Il problema vero, insomma, è cosa si insegna e come.
“Certo. Non insegnare tutto e di più. Noi vogliamo che si studi la
sintassi, l’analisi logica, la matematica, il percorso della nostra civiltà,
le origini latine della lingua. Bisogna recuperare uno studio più
approfondito dell’italiano: lo stesso che a partire dagli anni ’80 è stato
bandito. Ricordo una circolare della Falcucci che invitava allo “spontaneismo
espressivo”. E anche Berlinguer metteva al bando un certo studio della
grammatica. Oggi se ne vedono i risultati”.
Esiste il rischio che le resistenze finiscano per annacquare la
riforma?
“La riforma
Moratti è una scommessa per il Paese. Valorizza l’individualità, senza
massificare o appiattire. Bandisce le estremizzazioni alla Tony Blair che
propone le scuole basate sull’intelligenza ma consente lo sviluppo dei
talenti. Annacquarla sarebbe un peccato mortale”. |
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