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Le banche devono dare di più per i piccoli clienti

Il vicepremier interviene anche sulle assicurazioni: diminuiscano i costi
Tratto “Corriere della Sera” del 24.02.2004 - di Stefania Tamburello

 

   Roma. “Le banche devono fare di più”: il vicepremier Gianfranco Fini inizia in modo soft. Chiede agli istituti di credito “maggiore trasparenza”.

 

   Ma poi, ospite al Costanzo show, attacca: “Oggi chi va in banca ha l’impressione di entrare in un mondo che tende a fregare il cittadino”, dice. E non si tratta, aggiunge, di “polemiche aprioristiche”.


   Per Fini le banche “devono garantire una maggiore apertura di credito al cittadino”. Non è dunque solo un problema di servizi troppo costosi o di poca trasparenza nelle condizioni dei contratti siglati coi clienti. Ma della funzione primaria degli istituti di credito che è quella di raccogliere e di prestare denaro.

 

   Il caso Parmalat si sente. E si sente anche l’autodifesa fatta dagli amministratori dei principali gruppi bancari venerdì in Senato. “Non potevamo sapere”, hanno detto sfilando in Parlamento. “Non abbiamo truffato nessuno” hanno aggiunto annunciando i risarcimenti ai risparmiatori inconsapevolmente coinvolti nei crac Cirio e Parmalat per ripristinare la fiducia persa.

 

   Fini ne prende atto ma esprime un dubbio non da poco: “Come è stato possibile che alcune banche siano state estremamente prodiche con gruppi che erano meno solidi di ciò che sembrava mentre poi se un cittadino qualunque entra in banca e chiede due o tremila euro, nessuno se lo fila?”. Le banche, aggiunge, “non sono un istituto di beneficenza”, ma “se vogliono aiutare la ripresa economica e se stesse non devono solo risarcire il risparmiatore, ma dargli maggior credito”.

 

   Insomma anche le banche “devono fare la loro parte” avverte Fini invitando al dibattito il presidente dell’Abi, l’associazione tra le banche italiane, Maurizio Sella. Così come farà l’esecutivo “stabilendo regole certe per il risparmiatore che deve sentirsi tutelato sia che al governo ci sia Prodi sia che ci sia Berlusconi”.

   E sul disegno di legge sulla tutela del risparmio Fini si augura che il Parlamento vari regole bipartisan.

   “Sarò ottimista ma mi sento di poter dire che la discussione con l’opposizione non sarà aspra perché la tutela del risparmio non è né di destra né di sinistra”.

 

   Fini se la prende anche con le assicurazioni: “La patente a punti ha fatto diminuire il numero degli incidenti, vorrei capire perché le compagnie continuano a dire che non ci sono le condizioni per abbassare i premi delle polizze” ha detto il vicepremier. Al quale ha risposto il presidente dell’Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie assicuratrici, Fabio Cerchiai: “La diminuzione degli incidenti, importante sotto il profilo sociale, non ha avuto ancora un impatto significativo sui costi delle compagnie. Infatti sulla base dei dati disponibili per il 2003 la frequenza dei sinistri denunciati alle assicurazioni è diminuita del 4,3% mentre nello stesso periodo, i primi 9 mesi dell’anno, il costo medio di ciascun incidente è aumentato del 7,7%” ha detto Cerchiai dichiarando però di condividere l’auspicio di Fini “affinché la riduzione sia tale da consentire il ribasso delle tariffe”.

 

   Fini affronta comunque anche altri temi caldi dell’economia. A cominciare dalle prospettive di sviluppo.

 

   “Il peggio è passato: l’occupazione sta risalendo e l’inflazione sta diminuendo. Oggi qualche segnale di ripresa c’è” afferma. E poi spiega che comunque “non bisogna piangersi addosso. Altrimenti la fiducia non torna”.

 

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