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Le banche devono dare di più per i piccoli
clienti Il vicepremier interviene anche sulle
assicurazioni: diminuiscano i costi |
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Ma poi, ospite al Costanzo show, attacca: “Oggi chi va in banca ha
l’impressione di entrare in un mondo che tende a fregare il cittadino”, dice.
E non si tratta, aggiunge, di “polemiche aprioristiche”.
Il caso Parmalat si sente. E si sente anche l’autodifesa fatta dagli
amministratori dei principali gruppi bancari venerdì in Senato. “Non potevamo
sapere”, hanno detto sfilando in Parlamento. “Non abbiamo truffato nessuno”
hanno aggiunto annunciando i risarcimenti ai risparmiatori inconsapevolmente
coinvolti nei crac Cirio e Parmalat per ripristinare la fiducia persa.
Fini ne prende atto ma esprime un dubbio non da poco: “Come è stato
possibile che alcune banche siano state estremamente prodiche con gruppi che
erano meno solidi di ciò che sembrava mentre poi se un cittadino qualunque
entra in banca e chiede due o tremila euro, nessuno se lo fila?”. Le banche,
aggiunge, “non sono un istituto di beneficenza”, ma “se vogliono aiutare la
ripresa economica e se stesse non devono solo risarcire il risparmiatore, ma
dargli maggior credito”.
Insomma anche le banche “devono fare la loro parte” avverte Fini
invitando al dibattito il presidente dell’Abi, l’associazione tra le banche
italiane, Maurizio Sella. Così come farà l’esecutivo “stabilendo regole certe
per il risparmiatore che deve sentirsi tutelato sia che al governo ci sia Prodi
sia che ci sia Berlusconi”.
E sul disegno di legge sulla tutela del risparmio Fini si augura che
il Parlamento vari regole bipartisan.
“Sarò ottimista ma mi sento di poter dire che la discussione con
l’opposizione non sarà aspra perché la tutela del risparmio non è né di
destra né di sinistra”.
Fini se la prende anche con le assicurazioni: “La patente a punti ha
fatto diminuire il numero degli incidenti, vorrei capire perché le compagnie
continuano a dire che non ci sono le condizioni per abbassare i premi delle
polizze” ha detto il vicepremier. Al quale ha risposto il presidente
dell’Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie assicuratrici, Fabio
Cerchiai: “La diminuzione degli incidenti, importante sotto il profilo
sociale, non ha avuto ancora un impatto significativo sui costi delle
compagnie. Infatti sulla base dei dati disponibili per il 2003 la frequenza dei
sinistri denunciati alle assicurazioni è diminuita del 4,3% mentre nello
stesso periodo, i primi 9 mesi dell’anno, il costo medio di ciascun incidente
è aumentato del 7,7%” ha detto Cerchiai dichiarando però di condividere
l’auspicio di Fini “affinché la riduzione sia tale da consentire il ribasso
delle tariffe”.
Fini affronta comunque anche altri temi caldi dell’economia. A
cominciare dalle prospettive di sviluppo.
“Il peggio è passato: l’occupazione sta risalendo e l’inflazione sta
diminuendo. Oggi qualche segnale di ripresa c’è” afferma. E poi spiega che
comunque “non bisogna piangersi addosso. Altrimenti la fiducia non torna”. |
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