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Gasparri: “Un abuso il nostro? Mai come l’Ulivo”

Il ministro sulla fiducia “La decisione presa per motivi tecnici

non c’entra nulla la verifica di governo”
 Tratto da “Il Mattino” del 17.02.2004 – di Maria Paola Milanesio

 

   La sua legge – la legge Gasparri – ha avuto fin qui vita difficile: approvata alle Camere dal presidente della Repubblica, esaminata in commissione e lì subito ritornata dopo un tormentato passaggio in aula che ha rilevato le troppe crepe nella maggioranza. Per il decreto salvareti, allora, il governo sceglie la strada più sicura: la fiducia, la decima a cui ricorre l’esecutivo di centrodestra.

 

   Ministro Gasparri, perchè questa decisione?

   “La nostra scelta è dettata da motivi puramente tecnici, visto che in questa settimana sono in discussione alla Camera due decreti, uno sulle milleproroghe e l’altro sulla materia televisiva. Si tratta di provvedimenti in scadenza, perciò si è deciso di ricorrere alla fiducia come risposta ad un eventuale ricorso all’ostruzionismo”.

 

   Il suo collega di partito Publio Fiori, ma anche l’opposizione, dicono che sullo sfondo c’è la verifica: una verifica non ancora chiusa, tanto che il governo per timore del voto segreto decide di porre la fiducia. Ministro, che cosa ne dice?

   “Dico che è una valutazione di Publio Fiori. Lui stesso ha detto di aver votato più volte contro la legge sull’emittenza, assumendosi così la responsabilità di votare contro la coalizione che lo ha fatto eleggere. Rispetto le opinioni dei miei avversari, figuriamoci se non rispetto quelle di Publio Fiori. Ma voglio anche dire che è lui a non rispettare la sua appartenenza alla maggioranza, della quale si avvale per farsi eleggere salvo criticarla subito dopo. Comunque, la questione della fiducia non c’entra nulla con la verifica di maggioranza”.

 

   Ministro, cento deputato di differenza tra Cdl e opposizione dovrebbero dare una qualche sicurezza. Non è che il governo ha paura della sua stessa maggioranza?

   “Ma no, le ripeto che è solo una decisione tecnica. Non si tratta di numeri ma di procedure. Il governo Prodi ha posto la fiducia una trentina di volte, noi siamo ampiamente al di sotto di questa cifra: è la decima volta che l’esecutivo del centrodestro ne fa ricorso. Allora, mi spieghi perché si debbono avere due pesi e due misure a seconda se si tratta di centrosinistra o di centrodestra...

   Perchè se a farne ricorso erano loro andava bene e, invece, c’è da ridire se a farlo siamo noi?”.

 

   Il governo mette la fiducia per salvare una rete del premier. Sbaglia l’opposizione quando dice che è un palese conflitto d’interesse?

   “A una analoga domanda Elio Vito, il capogruppo di Forza Italia, ha risposto: “Si riferisce a Raitre per lo stop alla raccolta pubblicitaria? Ma è un’azienda pubblica, appartiene a tutti gli italiani”. Io rispondo come lui, perché il decreto riguarda non solo la prosecuzione della programmazione analogica per Retequattro ma anche la possibilità per Raitre di trasmettere ancora la pubblicità. Eppoi alla sinistra voglio dire che il capo dello Stato ha deciso di rinviare alle Camere la legge sul sistema radiotelevisivo ma allo stesso tempo ha consentito la promulgazione di questo decreto: il Quirinale non può essere applaudito quando respinge e censurato quando promulga... Ciampi va bene solo se brinda con Prodi? Ma Purtroppo è così: la sinistra è affetta da emissione di giudizi alterni”.

 

   La verifica come è finita?

   “Da tempo mi auguravo che si concludesse, tanto che pochi giorni fa ho messo a disposizione il mio incarico, anche se nessuno me lo aveva chiesto. Mi hanno risposto che non era una questione di poltrone. So che domani (oggi per chi legge. ndr.) dovrebbe esserci una riunione”.

 

   Caso Sofri. An insiste perché la grazia venga concessa solo su domanda, del detenuto, di qualche famigliare o anche del convivente. Ma Forza Italia e Udc non sono d’accordo. Sarà ancora scontro nella maggioranza?

   “Anche il presidente Berlusconi è d’accordo con noi, me lo ha detto più volte. Anche lui pensa che ci debba essere una richiesta di grazia”.

 

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